Tutto rimandato a oggi, al giorno delle qualifiche che si disputeranno sull’asciutto, una condizione che ristabilirà i veri valori in campo stravolti e azzerati ieri dalla pioggia scrosciante (al mattino invece protagonista è stato il carburante in pista per un pasticcio degli organizzatori come lo ha definito Vettel). Sul circuito di Sochi, lungo e tortuoso, Massa, Vettel e Bottas sono stati i primi tre nelle libere, ma solo otto piloti hanno avuto il coraggio di bagnarsi come pulcini e rischiare di rovinare la macchina, tutti gli altri senza crono. Con i programmi compromessi, spazio agli extra: motori, polemiche e politica. A tener banco è il sempre più nebuloso futuro della Red Bull: dopo la Mercedes anche la Ferrari non avrebbe trovato l’accordo per la fornitura della Power Unit, la prima perché teme l’aerodinamica vincente di Newey, la seconda perché fornendo già altri tre team non potrebbe sostenere i costi (ma anche perché in molti a Maranello temono di restare beffati dai «bibitari» e vorrebbero concedere solo i motori 2015). Resterebbe il propulsore della Renault che ha rilevato la Lotus e si impegnerà in prima persona, ma i rapporti con i transalpini sono molto tesi. Sia Vettel che Hamilton (il leader della classifica piloti spera in una corsa con il sole per non avere ostacoli sul suo cammino verso il titolo) hanno lanciato un appello per salvare i posti di lavoro dei prestigiosi rivali prima di dire all’unisono che la giornata di ieri è stata inutile e che la partita si gioca oggi. Un venerdì buttato con la sola considerazione che sono tutti sulla stessa barca e che le libere 3 saranno l’unica finestra in cui imparare qualcosa (pole position alle 14 in diretta esclusiva su Sky F1 e in differita su Rai2, gp domenica alle 13 in diretta solo su Sky F1 e in differita alle 21 su Rai2), soprattutto sul comportamento delle gomme. Sul fronte dei battibecchi sembra che ormai Alonso, penalizzato di 35 posti sulla griglia di partenza per i soliti interventi alla PU Honda – abbia deciso, in mancanza di meglio, di vincere con una percentuale bulgara il trofeo del pilota più odioso e polemico del paddock. Questa volta ha attaccato la Manor: «Avranno la PU Mercedes? Possono montare anche il motore di un aeroplano, ma non saranno mai davanti», ironica la replica del team affidata a Twitter: «Non importa commentare ora, avremo un sacco di tempo per parlarne quando saremo vicini di box l’anno prossimo». Cioè nei garage degli ultimi. Mette la retromarcia, invece, il patron Bernie Ecclestone: «Non ho detto che vendo, solo che ci sono tre persone interessate a comprare. È difficile però che succeda qualcosa quando qualcuno vuole una cosa che un altro non vuole vendere». Sarà mica la vecchia tattica di chi finge di non essere interessato per aumentare il prezzo?
A Sochi è una roulette russa
Libere stravolte da pioggia e carburante in pista: tutti ai box I valori di Ferrari e Mercedes si vedranno solo oggi con le qualifiche
