«È fatta». Anche dopo aver tagliato il traguardo dell’unica cronometro individuale della 101/a edizione del Tour de France, Vincenzo Nibali non si lascia andare a proclami, ma resta sempre immerso nella sua semplicità. Il quarto tempo assoluto nella Bergerac - Perigueux vale ufficialmente il Tour de France: 16 anni dopo Marco Pantani, che nel 1998 vinse nello stesso anno il Giro d’Italia e il Tour d France, Vincenzo Nibali vestirà oggi la maglia gialla al termine della passerella finale sui Campi Elisi, nel cuore di Parigi. Ma il suo trionfo in realtà è leggenda: Vincenzo Nibali diventa oggi il sesto corridore nella storia del ciclismo capace di vincere tutti e tre i grandi giri in carriera, realizzando così la Tripla Corona. Dopo la Vuelta nel 2010 e il Giro d’Italia lo scorso anno, lo Squalo dello Stretto pone la propria firma anche sull’albo d’oro del Tour de France, la corsa più prestigiosa del pianeta, il terzo evento più importante del mondo dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio. L’Impresa di vincere tutti e tre i grandi giri in carriera era riuscita solo a Jacques Anquetil, Alberto Contador, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Felice Gimondi, che vinse il Tour nel 1965 e che dopo oggi non sarà più l’unico italiano a far parte di questo speciale albo d’oro. E pensare che Vincenzo voleva lasciare il ciclismo quando era bambino, a causa delle tante difficoltà che si incontrano lungo la carriera. «Gli ho dato uno schiaffone ed è tornato in bicicletta», ha spiegato suo padre, che oggi sarà a Parigi insieme a tutto il fan club. L’Italia non trionferà oggi solo con Vincenzo, ma anche con Alessandro De Marchi, premiato come più combattivo del Tour. Il cammino verso la maglia gialla non è stato semplice: prima del campionato italiano, vintodavanti Davide Formolo, altro giovane interessante, il siciliano non aveva ottenuto vittorie in questo 2014. L’ultimo successo risaliva alle Tre Cime di Lavaredo, durante il Giro d’Italia da lui conquistato. Lo Squalo dello Stretto non ha mai nascosto la sua frustrazione, perché i risultati danno morale e quando non arrivano è demotivante. Nei primi mesi dell’anno Vincenzo è diventato papà e preparare un Tour de France significa stare lontano dalla famiglia, fare ritiri in altura, curare nel dettaglio ogni minimo particolare e partecipare a corse lontano da casa. Nibali è arrivato addirittura a contare le gocce di olio che versa sulla pasta, mentre negli ultimi allenamenti precedenti la corsa francese il suo preparatore Paolo Slongo lo anticipava in moto e gli scattava in faccia urlando «sono Froome, vieni a prendermi». Nibali aveva inoltre una promessa da mantenere: a febbraio, durante la commemorazione per il decennale dalla scomparsa di Marco Pantani, il siciliano è andato a Cesenatico e ha ricevuto da Tonina, la mamma del Pirata, una maglia gialla del figlio. Quando tornerà in Italia potrà restituirne una da lui vinta. La crono è stata vinta dal campione del mondo Tony Martin e ha stabilito la classifica finale. Oggi (diretta tv Raisport2 ed Eurosport dalle 18) ci sarà la frazione conclusiva.
Nibali re di Francia
Ciclismo Suo il Tour. Oggi l’arrivo trionfale a Parigi Quarto nella crono di ieri vinta da Martin. È nella storia
