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Montella meritava qualcosa in più

di GianfrancoGiubilo A cena, non è così tenera, la Fiorentina, come aveva ipotizzato il poco elegante tweet partito dal sito della Juventus. Con il ritorno al gol di Mario Gomez, finora atteso...

A cena, non è così tenera, la Fiorentina, come aveva ipotizzato il poco elegante tweet partito dal sito della Juventus. Con il ritorno al gol di Mario Gomez, finora atteso invano da protagonista, i viola rimediano al vantaggio di Vidal e portano a casa un pareggio che lascia aperta la qualificazione ai quarti dell'Europa League. Nel finale, anzi, deve esaltarsi Buffon per evitare ai suoi compagni una sconfitta sorprendente, ma che la Fiorentina avrebbe in fondo anche meritato. All'arbitro olandese Kuipers avevano spiegato che in Italia, per regolamento, non è consentito fischiare rigori contro la Juventus, così è rimasto impunito il fallo di Chellini su Matri, che avrebbe mandato i viola sul pari, dopo il fulmineo vantaggio di Vidal. Al Dragao, per tutto la prima frazione, è parso che il tempo si fosse fermato a qualche decennio fa, quando le nostre squadre, nelle trasferte europee, si adeguavano puntualmente al catenaccio più bieco, con qualche sporadica incursione in avanti. E già era andata di lusso, al Napoli, perché l'arbitro ceco Kralovec aveva annullato un gol di testa di Carlos Eduardo, che era in posizione regolarissima. Nella ripresa, Benitez ha capito che ci si poteva provare, a vincere questa partita, il Napoli ha creato finalmente occasioni trovando sulla sua strada i miracoli del portiere Elton, ma anche qualche errore di mira inconsueto da parte di Higuain. Nel miglior momento degli azzurri, è arrivata la girata vincente di Jackson Martinez, l'attaccante colombiano che a lungo era stato nel mirino delle società italiane più ambiziose. Il Porto ha legittimato con il clamoroso palo di Quintero, ex pescarese, una vittoria misurata nel punteggio, ma tutto sommato appagante, perché le sconfitte senza segnare in trasferta sono sempre molto scomode. Al San Paolo sarà indispensabile non soltanto cercare il gol, ma anche dedicare la massima attenzione a non prenderne, perché tutto diverrebbe estremamente complicato. Del resto, nel Napoli ancora una volta il migliore è stato Reina, bravo a evitare guai maggiori. Le sfide di Champions del mercoledì hanno divertito soprattutto gli arbitri italiani, troppo spesso massacrati. Se mandano in giro ancora Lannoy, dopo lo scempio del Camp Nou (rigori non visti, gol buoni annullati, espulsioni insensate) perfino Banti e Bergonzi possono sperare in un futuro internazionale ad alto livello.

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