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«Varsavia sotto assedio» Ma le prove dove sono?

Si è svegliato finalmente il Governo italiano, ora vuol fare chiarezza sulla vergogna di Varsavia. Ora vuol aiutare i ventidue tifosi della Lazio, ma ancor prima cittadini italiani, in stato di...

Si è svegliato finalmente il Governo italiano, ora vuol fare chiarezza sulla vergogna di Varsavia. Ora vuol aiutare i ventidue tifosi della Lazio, ma ancor prima cittadini italiani, in stato di fermo in Polonia dopo i disordini avvenuti tra mercoledì e giovedì scorso. È già passata una settimana, colpevole ritardo, assenza delle istituzioni. È stata lecita l'azione della polizia polacca? Sono stati leciti i motivi dell'arresto? E soprattutto leciti i trattamenti riservati ai concittadini italiani? Dalla Polonia giurano di sì, Varsavia - secondo le autorità polacche - sarebbe stata messa sotto assedio dai tifosi biancocelesti: «La nostra polizia non ha avuto alcuna possibilità di eventuali negoziati, ha dovuto reagire con la forza», spiega il capo della polizia Mark Dzialoszynski. Dalla Polonia giurano di avere le prove, eppure nessuno sa dove siano, l'unico video divulgato dalle forze dell'ordine basta a scagionare la maggior parte dei sostenitori laziali. Conferma la versione anche l'Ambasciatore polacco a Roma, Wojciech Ponikiewsky: «Il giorno prima della partita 17 tifosi laziali, in modo abbastanza aggressivo hanno arrecato disturbi in strada, per poi nascondersi nell'albergo in cui alloggiavano. Giovedì pomeriggio, invece, 200 tifosi si sono comportati in modo aggressivo, causando scompiglio anche tra i cittadini, poi hanno attaccato la polizia - ha raccontato a Tele Radio Stereo - Sono state fermate 150 persone, tra cui 136 italiani, ma non direi ci sia un legame diretto con i disordini dei tifosi polacchi a Roma. Spero non sia un caso diplomatico, ma che rimanga soltanto un caso giudiziario». Nulla è reale, tutto è lecito, e le storie raccontate in prima persona e vissute sulla pelle? Prove del contrario, della colpevolezza di tutti i 136 cittadini italiani fermati, non ce ne sono. Il Ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha voluto precisare in una nota che «i detenuti e i teppisti condannati sono stati trattati in conformità con la legge polacca da parte delle istituzioni statali competenti. Allo stesso tempo ha promesso di aiutare a risolvere qualsiasi circostanza, nello spirito della piena gentilezza e degli ottimi rapporti tra Polonia e Italia, che apprezziamo e intendiamo sviluppare».

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