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Piace Casemiro. Carrizo pronto a partire per Milano

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Unamusica che si sentiva poco da qualche tempo a questa parte. Hernanes da ieri ha ricominciato a giocare il suo calcio e tutta la formazione biancoceleste lo ha avvertito in campo e sul tabellino. La doppietta contro il Catania in casa, nei quarti di finale di coppa Italia, ha dimostrato che il periodo buio del fantasista brasiliano è alle spalle. Per averne la certezza bisognerà aspettare la sfida di campionato contro l'Atalanta, ma le due reti sono il segnale della ripresa: il «piattino» che porta al raddoppio, l'altro ieri sera, è una delizia agli occhi dei tifosi biancocelesti e quando poco dopo si trova di fronte all'ultimo uomo del Catania lui lo manda ai matti con un doppio-passo da capogiro e un gol che significa decimo gol nell'attuale stagione: sette in campionato, uno in Europa League e due in coppa Italia. Ieri, dopo la sbronza della vittoria, si è concesso a un sito web brasiliano, raccontando con soddisfazione il ritorno del Profeta: «Il risultato è stato molto importante - ha spiegato - non solo ci ha portati in semifinale di coppa Italia, ma ha aumentato la fiducia dei giocatori, dei tifosi e di tutto il club. L'ambiente che ci ruota attorno in questo momento è ottimo. Ora giochiamo molto bene e l'anno che ci siamo lasciati alle spalle è andato molto bene. Quello iniziato è partito nel migliore dei modi e dopo la pausa di campionato è sempre un interrogativo il modo con cui si riparte. Fortunatamente siamo tornati subito in pista vincendo». Dal Brasile lo vedono già con il tricolore stampato sul petto, ma lui ci tiene a tenere a freno i facili entusiasmo: «È troppo presto per parlare di possibili titoli. Teniamo i piedi per terra, con umiltà, lavorando ogni giorno per giocare meglio e cercare di vincere tutti e tre i trofei». L'umiltà, appunto, è una delle principali caratteristiche di Hernanes, anche se è ormai considerato tra i migliori giocatori in Italia: «Sono contento di questo - ha confessato - penso di essere maturato e i numeri lo stanno dimostrando». Se Hernanes riuscirà ad essere continuo nelle sue prestazioni la Lazio può veramente sperare di continuare a lottare per la zona altissima della classifica di serie A. Con lui in forma Petkovic ha testa e classe in mezzo al campo, un centrocampista e un attaccante aggiunto che è in grado di mandare in porta l'unica punta e ma sa anche segnare. Hernanes avanza palla il piede sfondando la difesa, dribbla, smista, tira di sinistro e di destro con naturalezza facendo mistero di quale sia il suo piede preferito. La posizione più avanzata che Petkovic gli ha conferito quest'anno gli lascia la possibilità di spaziare con i piedi e la fantasia. Per questo il Profeta è l'arma decisiva per la volata della seconda parte di stagione. Ma deve essere l'Hernanes di inizio stagione a entrare in campo. Quello che ha reso la Lazio quasi dipendente dal suo gioco. Fino ad ottobre, fino alla sfida con il Milan vinta in casa per 3-2, il fantasista aveva portato alla vittoria la Lazio ogni qualvolta aveva gonfiato la rete. Con Klose, soprattutto, ma anche con Candreva, aveva creato una triade da far invidia alle migliori formazioni. Poi, con il mese di ottobre inoltrato arrivo un calo consacrato a dicembre, forse perché dalle sue parti, in Brasile, è tempo di lunga sosta e il suo orologio biologico può girare ancora e in parte con quei ritmi. Anche Petkovic lo ha detto più di una volta: quello di Hernanes è un periodo particolare. E quando il mister ieri l'ha visto tornare a segnare, ben due gol, è stato felice di riabbracciare il brasiliano in tutta la sua qualità. Quasi tutta, perché il Profeta ha ancora molto da dare a questa Lazio che sogna in grande.

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