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L'Italia giochi per vincere senza pensare alla Spagna

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Soltantoteoria, per il momento, Cesare Prandelli tiene rigorosamente al riparo da indiscrezioni le sue scelte, quelle tattiche e quelle individuali. Certo, la tentazione di tornare al modulo, e ai suoi interpreti, che ci aveva garantitto una qualificazione esaltante, rimane forte, ma il tecnico garantisce di avere a disposizione un organico capace di recitare qualsiasi tipo di copione, sempre che le doti atletiche vengano sorrette da solidità mentale. Quella che forse era venuta meno nel secondo tempo con la Croazia, anche se è vero che la difesa ha concesso, con grave concorso di colpa, una sola occasione da rete. L'Italia non vince una partita, nella fase finale dei maggiori eventi calcistici, dal 2-0 alla Francia all'Europeo di quattro anni fa. Adesso che i calcoli sono banditi da qualsiasi tipo di approccio, uno solo il risultato che può tenere vive le speranze di passaggio del turno. Di fronte avremo l'armata fiera di Giovanni Trapattoni, che è già fuori gioco, ma che non rinuncerà a battersi per offrire un motivo di consolazione ai sostenitori giunti da casa, quelli che hanno già stravinto l'Europeo del tifo: per entusiasmo, per correttezza, per sportività, per eleganza. Sarebbe fondamentale che le squadra azzurra riuscisse a esprimere, in campo, la stessa serenità emersa dalle parole di Cesare Prandelli, che sa essere comunicatore lucido e civile, oltre che tecnico di valore. Non ha voluto anticipare le sue scelte, sottolineando il radicato vizio degli italiani di voler guardare sempre troppo avanti, adesso c'è un impegno da onorare, con fiducia senza riserve nel valore, tecnico e morale, dei fuoriclasse spagnoli. Non ci sono miracoli, nel gruppo capeggiato dalla Germania, quei miracoli che, con incroci particolari, avrebbero perfino potuto escludere i tedeschi a beneficio della Danimarca. Invece la Germania chiude a puntegio pieno, Podolski e Bender firmano il successo sui danesi, a lungo in partita dopo il pareggio di Krohne-Dehli. Ma fa notizia la quota zero dell'Olanda, i vicecampioni del mondo fuori nel modo più inglorioso. Breve gloria contro il Portogallo, poi la rinascita di Cristiano Ronaldo a promuovere i lusitani, con il secondo posto, davanti alla Danimarca. Per gli arancioni, seguiti in Ucraina da una folta schiera di tifosi, forse la chiusura definitiva di un ciclo, la ricostruzione richiederà tempo e applicazione, in vista del Mondiale brasiliano.

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