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La Lazio vuole diventare grande

Il tecnico della Lazio, Edoardo Reja

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Non è una gara ad eliminazione diretta, perché alla fine del campionato manca ancora un'eternità. Ma vi assomiglia molto. La Lazio a Milano mette in palio non solo un gradino nella classifica che archivierà il girone d'andata, ma anche una grossa fetta di quel percorso di maturazione più volte annunciato ma mai completato. Aver chiuso la prima parte del campionato praticamente con gli stessi punti dell'anno scorso, nonostante l'Europa League e una serie impressionante di infortuni, è senza dubbio un passo in avanti. Ma manca ancora la ciliegina sulla torta: quel successo su una big che certificherebbe definitivamente la crescita del gruppo. Con Reja, finora, non è mai successo. Nell'ottimo scorso campionato i biancocelesti sconfissero sì l'Inter all'Olimpico, ma i nerazzurri erano in piena crisi d'identità e in grande emergenza: la sfida Zarate-Natalino esemplifica al massimo le facilitazioni sfruttate in quella gara. Per il resto arrivarono due sconfitte con la Juventus, due pareggi con il Milan e il ko nella gara di ritorno proprio con l'Inter. Uno stop, peraltro, arrivato nonostante i favori del pronostico e rivelatosi determinante nella corsa alla Champions League. Quest'anno il trend non è stato invertito. Contro le tre squadre che la precedono in classifica la Lazio ha raccolto due punti in tre partite, giocando peraltro per due volte in casa. Il fatto che in alcune occasioni si sia raccolto meno di quanto si meritasse (contro Juventus e Udinese) e che col Milan si sia dilapidato un vantaggio di due reti, è un'ulteriore dimostrazione delle difficoltà con le grandi: manca quel pizzico di cattiveria in più che permette non solo di accarezzare le imprese, ma di compierle fino in fondo. Il mercato estivo era stato concepito proprio per aggiungere queste caratteristiche alla squadra. Con gente come Klose, abituata alle sfide d'alta quota, bisogna fare qualcosa di più ed è il momento di cominciare a dimostrarlo proprio da San Siro. Uno scenario di fronte al quale il bomber tedesco ha già dimostrato di non provare alcuna soggezione. Finalmente abbattuto il tabù derby, Reja avrà nell'occasione un altro sfizio da togliersi: battere quel Claudio Ranieri che di quella terribile serie di cinque stracittadine ne visse da trionfatore ben tre. Condite in alcuni casi anche da qualche frecciatina polemica tra allenatori normalmente gentiluomini. Il bilancio totale dei precedenti è più equilibrato: si parla di sei confronti con 4 successi del tecnico testaccino contro due di quello goriziano. In particolare, le due affermazioni arrivarono quando Reja era alla guida del Napoli e si impose contro la Juventus allenata dal collega. In quel caso a Edy lo sgambetto a un big riuscì. Si tratta solo di riprovarci con più convinzione e incrociare le dita.

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