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Inter-Juve: arsenico e vecchi sospetti

Juventus Inter

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È un derby d'Italia capovolto: Juventus avanti e con il doppio dei punti rispetto all'Inter. Ma sarà soprattutto la partita dei veleni, come al solito da una quindicina d'anni a questa parte. Inutile ricordare il rigore su Ronaldo non fischiato da Ceccarini, la Juve lippiana padrona del campionato grazie anche ad arbitri compiacenti, la presunta onestà dell'Inter abile a sfruttare il momento per vincere quattro scudetti sul campo e uno sgraffignato nelle aule di tribunale (per ora perché la sentenza sportiva definitiva ancora non è arrivata su quel titolo del 2006). Può bastare tutto questo per rendere la sfida di stasera a San Siro una di quelle partite che segnano la storia dei rispettivi campionati. Tutti vogliono vincere, nessuno vuole perdere anche se un pari vista la posizione in classifica sarebbe più gradito a Torino. A mettere altro pepe sulla sfida il fatto che l'ultima vittoria bianconera a San Siro risale al 22 marzo 2008 (2-1 con reti di Camoranesi, Trezeguet e Maniche nel finale) e sulla panchina bianconera sedeva Claudio Ranieri che ora sta cercando di rianimare l'Inter in crisi di gioco e di identità da un paio di anni. Il fallimento di Benitez, la parentesi di Leonardo che ha griffato una coppa Italia di consolazione, poi l'interregno di Gasperini prima di chiamare il tecnico romano al capezzale della grande malata. Risultati così e così finora, bene in coppa, male in campionato ma Ranieri non si arrende: «Contro la Juve non è l'ultima spiaggia. Dopo questa partita ci sarebbero altre 84 spiagge in ballo, ovvero i punti disponibili. Noi ci crediamo e puntiamo allo scudetto». Non poteva mancare la polemica arbitrale con l'allenatore trasteverino diffidato per aver usato espressioni colorite per l'arbitraggio a Bergamo (in precedenza c'era stata pure l'espulsione con Rocchi alla fine del primo tempo della gara col Napoli): «Cinque rigori contro? Quanto successo è positivo perchè con questa media arriveremmo a venticinque penalty in un campionato, per cui dovrà cambiare per forza». La presa di posizione di Moratti contro gli arbitri e i lamenti di Ranieri non spingono Conte alla reazione velenosa. «Noi pensiamo molto a casa nostra. Questo è quello che dico sempre ai ragazzi, poi quello che accade agli altri è sempre molto molto marginale». Di certo il presidente Andrea Agnelli non ha gradito gli sfoghi dopo la partita dei nerazzurri a Bergamo ma Rizzoli è arbitro di livello che dovrebbe riuscire a garantire equità di giudizi. Conte, in ogni caso, si sforza di non soffiare sul fuoco e di spegnere sul nascere qualsiasi polemica. Caricare la sfida di stasera di eccessivi significati può essere deleterio per una Juve prima in classifica ma ancora alla ricerca di quella personalità necessaria per vincere. Una caratteristica che, invece, a prescindere dagli ultimi deludenti risultati, ha sicuramente l'Inter e quindi il tecnico bianconero preferisce puntare più sul campo che sulla forza dei suoi di saper reggere la pressione nervosa: «Per noi non deve cambiare niente, altrimenti se dovessimo pensare che sia "la partita" vorrebbe dire avere un pensiero da provinciale: sono sempre tre punti. Pensare o ragionare in maniera diversa sarebbe confermare quello che si è fatto nelle ultime due stagioni». Tra qualche ora rotolerà il pallone, per fortuna. Ma subito dopo ci saranno altre polemiche, c'è da scommetterci perché Inter-Juve non finisce mai al novantesimo.

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