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Milan a testa alta

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Milan contro Barcellona

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Il Barcellona c'è, il Milan anche. Finisce 2-2, con il grande cuore rossonero che pulsa fin oltre il novantesimo: allo scadere segna Thiago Silva, con un stacco imperioso in mezzo a tre avversari. La squadra di Allegri, pur priva di Ibrahimovic, non demerita al cospetto dei Campioni d'Europa, gioca a calcio, mette in difficoltà gli spagnoli, trova il vantaggio immediatamente fallendo il colpo del ko con Boateng dopo un quarto d'ora. Poi esce la qualità dell'avversario, Allegri perde Boateng, saltano gli equilibri, ci si mette anche l'arbitro. Ma alla fine, il Milan è sempre il Milan.     Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, precisione e velocità di esecuzione. Pato mette in pratica tutto questo dopo appena ventisette secondi. Parte dal cerchio di centrocampo, si infila tra Busquets e Mascherano, si presenta davanti a Valdes, e di piatto - dalla lunetta dell'area - trafigge il portiere catalano facendogli passare la palla sotto le gambe. Il Camp Nou è ammutolito, il Milan è in vantaggio. I rossoneri sono tatticamente perfetti: difesa bassa, centrocampisti strettissimi, e niente pressing. In questo modo Allegri cerca di sfruttare in campo aperto le ripartenze di Pato e Cassano che, a dir la verità, nell'area avversaria si vede poco. Il possesso di palla della squadra di Guardiola è lento, prevedibile, il Milan cerca di ripartire in velocità. Al 16' Boateng ha l'occasione per raddoppiare dopo un'ottima azione di Pato, ma il ghanese calcia in malo modo da posizione invitante. I catalani crescono, Nesta è costretto a fare la voce grossa su Messi. Sul conseguente calcio di punizione l'argentino colpisce il palo con un sinistro telecomandato.   L'ex difensore laziale nella battaglia si esalta, infilando tre interventi decisivi sempre sul Pallone d'Oro. Villa trova lo spazio per girare a rete, ma fallisce il bersaglio. Poi Abbiati ferma Messi con un intervento provvidenziale (29') sul primo palo. Boateng alza bandiera bianca: entra Ambrosini. Iniesta si invola verso la porta, Nesta lo blocca con un intervento monumentale. La difesa denota segni di cedimento, e il Barcellona coglie l'opportunità. Messi salta due avversari, si infila sul corridoio di sinistra, sfrutta un attimo di esitazione di Abate e mette in mezzo: Pedro, solo davanti alla porta, deve semplicemente appoggiare in rete. Al 38' Iniesta è costretto ad abbandonare la contesa: c'è Fabregas. Il primo tempo si chiude con un destro di Xavi che sibila alla sinistra di Abbiati. Il centrocampista catalano ci riprova in avvio di ripresa, trovando sulla propria strada il portiere milanista. Poi, al 5', l'arbitro inglese Atkinson fischia un fallo di Cassano su Busquets. Decisione dubbia, discutibile, non condivisibile. Il destro di Villa è un'esecuzione perfetta, palla all'incrocio dei pali. Dopo un'ora Allegri inserisce Emanuelson per Cassano, ma il Milan fa sempre più fatica a ripartire. Il Barcellona tesse una fitta ragnatela, fa girare la palla con una serie di passaggi infiniti che impediscono all'avversario di rientrare in gioco. Poi, al 92' Thiago Silva sale in cielo, e impatta in maniera perfetta: due a due. È un pareggio meritato. I marziani del Barcellona non sono poi così distanti.

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