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Esame Inter, sogno Napoli

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Mala squadra di Mazzarri non è mai sola, neppure nel «girone della morte», quel gruppo A valevole per gli ottavi di Champions League. Tremila tifosi, sindaco De Magistris compreso, al seguito degli azzurri esaltati dal clima della Grande Europa. All'Etihad Stadium, questa sera, sarà doppio il debutto: sia il Napoli che la corazzata City mancavano da tempo dalla competizione. Mazzarri non si lascia trasportare dall'euforia: «Per noi sarà una finalissima. Siamo coscienti del grande valore degli avversari e cercheremo di metterli in difficoltà quando imposteranno il gioco, non li faremo ragionare troppo. Il Napoli ha una propria idea tattica, in casa e in trasferta, proveremo a svilupparla. Sulla formazione ho qualche dubbio. Giocherà chi sta meglio e ci saranno due-tre cambi (ballottaggio Dzemaili-Gargano, non ci sarà Fernandez) perché campionato e Champions sono sullo stesso piano». Ingaggi alla mano, il Manchester City è la regina del calciomercato con 92 milioni di euro, tre volte il Napoli, non c'è storia né paragone. Il risultato si dà per scontato. Si dice che Aguero stia al City come Maradona al Napoli, ma il Pibe non c'è, a Lavezzi la pesante eredità. Basterebbe non sfigurare. L'altra italiana impegnata in Champions è l'Inter. A San Siro battere i turchi semisconosciuti e ripescati del Trabzonspor vuol dire riscattare l'esordio choc contro il Palermo che tanto ha deluso Moratti. Sul banco degli imputati la difesa a tre, Gasperini lo sa: «Il modulo è relativo, l'importante è l'equilibrio. Rispetto a Palermo ci saranno dei correttivi. Siamo favoriti, abbiamo un solo risultato». Si vedrà la linea a 4 e Sneijder dal primo minuto.

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