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Volley, Italia ko ma qualificata

L'Italia agli Europei di volley

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Nell'ultima gara della pool eliminatoria dell'Europeo di volley, l'Italia cede 2-3 alla Francia. Una sconfitta indolore che porta in dote due buone notizie. Il primo posto nel girone, con passaggio diretto ai quarti di finale (grazie al quoziente set), ed il pieno recupero di Parodi, dopo il grave infortunio al ginocchio. Ma il match con i transalpini offre anche due spunti da non tralasciare: i ripetuti inizi ad handicap ed una ricezione spesso in affanno. Particolari che volontà, grinta ed il valore non assoluto degli avversari hanno mitigato. L'Italvolley ha, però, mostrato un'eccellente correlazione muro difesa e, fatta eccezione per seconda la metà dell'ultimo match, un servizio con un buon saldo tra punti ed errori. Come di «prassi», l'inizio azzurro è disastroso: non riesce nulla e la Francia scappa 6-1. Berruto inserisce Parodi per Zaytsev, ma è il servizio di Mastrangelo a riportarci sotto. Quando la difesa ci assiste, Travica ed il muro, nonostante ritorno di Ngapeth, ci regalano ai vantaggi il primo set. Primato matematico nel girone e passaggio diretto i quarti di finale in cassaforte. Al rientro in campo, con la Francia alla caccia dei punti qualificazione, l'Italia si concede un altro inizio diesel in ricezione. Sul 6-10 Berruto rimette in campo Zaytsev. Pochi palloni ed un grande Lasko ci riporta avanti. Blain cambia il palleggiatore, con Toniutti per Pujol, ma il muro e Parodi ci danno il 2-0. Il doppio vantaggio cancella lo spirito agonistico degli azzurri che, tra la urla di Berruto, cedono di schianto nel terzo set, permettendo alla Francia di conquistare il secondo posto nel girone. Nella quarta frazione il pasticcio continua e si va al tie break. Travica e compagni provano a riprendere il filo del gioco, ma Ngapeth, ispirato da Toniutti, è immarcabile. Successo ai Bleu. Giovedì, a Vienna, l'Italia affronta la vincente tra Slovenia e Finlandia. Da sottolineare come i risultati dei gironi eliminatori abbiano disegnato un tabellone che vede Russia, Serbia e Bulgaria tutte da una parte; quella opposta alla nostra.

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