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A settembre i sogni erano altri.

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Quelsecondo posto del campionato precedente ci andava stretto. La Sampdoria aveva rovinato la festa, e la Lazio aveva messo da parte lo spirito sportivo e come una donna di malaffare si era concessa senza resistere alla rivale Inter. E così sognavamo, con un Borriello in più e la sfida Adriano si poteva ambire a quello scudetto sfuggito in extremis. Il sogno è durato poco. Stagione di transizione, cambi societari e navigazione tempestosa. Ora proprio in vista del traguardo finale perché non sperare in quel quarto posto che regalerebbe l'Europa che conta ai giallorossi, 20 milioni in più per la campagna acquisti? Quante soddisfazioni ci prenderemmo in un colpo solo. Già perché la prima vittima sarebbe proprio la Lazio. Che bello sarebbe finire a pari punti con i biancocelesti al quarto posto. Quei derby vinti, che tanto male hanno fatto all'orgoglio degli aquilotti, sarebbero determinanti, passerebbe la Roma. La nemesi per avere spalancato la vittoria all'Inter lo scorso anno. La soddisfazione sarebbe doppia perché i tifosi della Lazio, non me ne vogliano, hanno una piccola ossessione. C'è sempre la Roma nei loro pensieri. Più che al successo della loro squadra interessano le disgrazie dei rivali. Pensate che bello se dopo un campionato in vetta si vedessero scavalcare proprio alla fine? Più che la commissione pensata da Lotito per vigilare sui torti arbitrali avrebbero bisogno di una commissione di psicologi per guarire dalla depressione. Del resto la rabbiosa reazione dopo la dolorosa sconfitta di sabato a Milano lascia ben intuire lo stato emotivo dei rivali cittadini. E, se dovesse riuscire il colpo, Roma si preparerebbe nel miglior modo ad accogliere i nuovi padroni americani. Con loro i sogni potrebbero non avere più confini con la speranza che dal prossimo anno non dovremmo più preoccuparci della Lazio. E se non accadesse nulla di tutto questo l'appuntamento con la vendetta, naturalmente solo sportiva, sarebbe solo rinviato di un anno. Un piccolo pensiero va anche alla Sampdoria. L'anno scorso ci scucì dalla maglia uno scudetto che sembrava ormai certo. Nell'ultima giornata di campionato battendola potremmo rispedirla in serie B. È la legge dello sport.

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