MRoma finisce male
Dopopiù di due ore di gioco, i neroverde cedono ad una Copra Piacenza in cerca, tutto sommato, solo di un punto salvezza. Per i capitolini l'ennesima sconfitta che rende ancora più amaro un anno in cui, se è andato storto tutto quel che storto poteva andare, non sono mancati gli errori. Il fallimento di tutti gli obiettivi (qualificazione alla Coppa Italia e ai play off) non si giustifica soltanto con gli infortuni: alla MRoma hanno fatto difetto, soprattutto nei momenti delicati, carattere, determinazione e capacità di chiudere i punti importanti. In questo senso, dunque, la sfida con la Copra è lo specchio della stagione. Roma parte bene, incisiva in battuta, pulita in attacco e attenta a muro. Tuttavia, alle prime difficoltà in ricezione, il gioco rallenta, la pressione a muro cala e gli avversari hanno modo di rientrare. Ai ragazzi di Giani, a scanso di equivoci, non mancano cuore e voglia di fare. Ciò in cui il gruppo è sembrato più deficitario è quello che in Usa chiamano killer instinct: la capacità di «ammazzare le partite». Un aspetto su cui Roma, se vorrà avere altre ambizioni non potrà non lavorare. Perché Zaytsev, da solo, non basta.
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