Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Pit stop Roma

Claudio Ranieri

  • a
  • a
  • a

L'analisi di questo penultimo posto in classifica dopo due giornate di campionato (solo l'Udinese ha fatto peggio della Roma), non può non partire dal passato. Non si può dimenticare quanto detto alla vigilia della trasferta di Cagliari da Ranieri: allenatore che conosce a menadito entrambe le piazze e che, evidentemente, aveva fiutato tutto il malessere poi conclamato della «sua» Roma. C'è da dire che siamo solo alla seconda giornata e nulla di quanto successo finora è irrecuperabile: ma c'è comunque da lavorare sodo, mettere in chiaro alcuni punti e rivedere più di una cosa in campo ma non solo. «Il problema è che incassiamo troppi gol» aveva tuonato il tecnico alla vigilia. Risultato, cinque fischi presi a Cagliari che portano a quota otto il report negativo della Roma nelle prime tre uscite della stagione: media disastrosa. La difesa non va proprio, il Burdisso «buono» a Cagliari si è suicidato, l'altro non sembra ancora una roba da Roma e Juan da solo non può fare miracoli. Su Castellini si apre il secondo interrogativo: quello legato alle operazioni di mercato che hanno portato a Roma tutti giocatori non a posto fisicamente. Il difensore chiamato a sostituire la «roccia roscia» norvegese (come Totti ha scherzosamente ribattezzato Riise), è durato tredici minuti prima di chiedere il cambio. Simplicio è ancora lontano, Adriano migliora ma deve crescere e smaltire molto prima di poter tornare operativo e iniziare anche solo lontanamente ad assomigliare a quella «scommessa vinta» pronosticata da qualcuno. Ma se la difesa è probabilmente il problema principale di questa Roma, l'attacco non sta regalando le sperate soddisfazioni al tecnico giallorosso. Gol realizzati da attaccanti finora? Zero. Nessuno nonostante Totti stia attraversando un ottimo momento di forma e nonostante l'arrivo di Borriello che sembrava essere destinato a vestire i panni del nuovo imperatore. Beh, l'esordio è stato deludente e l'assenza di Vucinic (anche lui infortunato dell'ultima ora) non ha fatto che aumentare i problemi in attacco a Cagliari dove il giovane Menez è stato ancora il migliore: almeno lui. C'è poi da affrontare il discorso legato a una condizione atletica non ottimale: altra cosa che Ranieri non ha gradito per nulla. Il tecnico non ha potuto lavorare come avrebbe voluto: al ritiro estivo molti giocatori sono arrivati in ritardo perché acquistati all'ultimo momento. Un altro gruppo era legato alle sorti delle varie nazionali e, ovviamente, è arrivato stanco e ha iniziato a lavorare ancora più tardi. Così come la questione portieri che il tecnico non ha risolto solo perché, anche in questo caso, non c'è stata chiarezza. La speranza è che a Julio Sergio non succeda mai nulla, perché altrimenti lì dietro c'è il deserto: non a caso il tecnico sta cercando di rianimare un Doni che sembrava già distante anni luce. Dulcis in fundo il nodo legato alla società. In questo momento di vacatio legis (nonostante le smentite del caso), con una scissione all'interno della dirigenza evidente, i giocatori hanno perso i punti di riferimento e il tecnico, per certi versi isolato, deve fare lavoro doppio per non dire triplo. E, cosa da non sottovalutare, aspetta ancora il famoso incontro (sono ormai otto mesi) con la Sensi per rinnovare il suo contratto (nessuna risposta è mai arrivata alla richiesta del tecnico di 2.7 milioni a stagione). Ma qui c'è chi sostiene ci sia stato una frenata della banca: come a dire finché non arriva il nuovo acquirente niente contratti. Insomma, c'è da rimboccarsi le mani, «tutti» assieme, per evitare che la nuova stagione non diventi solo la bruttissima copia di quella precedente. Il tempo per rimediare c'è e già da mercoledì contro il Bayern Monaco si può provare a rialzare la testa. La Sensi stavolta ci sarà... sarà un caso!?

Dai blog