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Diritti Tv, oggi il giorno del giudizio

Lo stadio Olimpico

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Il giorno del giudizio è arrivato, il calcio italiano trema. Oggi il Tribunale di Milano potrebbe dar ragione all'emittente privata Conto Tv, congelare il contratto biennale da 1.149 milioni di euro firmato dalla Lega Calcio con Sky e gettare nel panico i club di serie A. Il rischio è concreto: le società sono a corto di liquidità e i termini per l'iscrizione al prossimo campionato scadono il 30 giugno. Un caos senza fine, iniziato lo scorso luglio con la vendita dei nuovi pacchetti per il satellitare e la protesta di Conto Tv. Esclusa dall'asta, l'emittente privata presentò ricorso al Tribunale di Milano e inviò un esposto all'Antitrust, dando origine a una partita senza fine. La Corte d'Appello diede ragione a Conto Tv, ma la decisione venne annullata. Nel frattempo l'Antitrust era arrivata a conclusioni completamente opposte, ritenendo legittimo il contratto Lega-Sky. Nessuno, a questo punto, sembrava temere. Ma lo scorso mese il Tar del Lazio ha invitato l'Antitrust a fare marcia indietro, annullare la delibera e riaprire l'istruttoria. E i timori che oggi il giudice Claudio Marangoni possa bloccare i soldi di Sky sono cresciuti. Cosa succederà in caso di verdetto negativo del Tribunale? La Lega Calcio presenterà subito ricorso, ma per il riesame ci vorrà un mese: i club sarebbero dunque costretti a restare col fiato sospeso fino all'ultimo momento. Altre soluzioni, del resto, non ce ne sono. Secondo il presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta, non ci sono i tempi per fare un altro bando d'asta. Trovare un accordo extragiudiziale con Conto Tv, poi, sembra impossibile. In caso di verdetto negativo del Tribunale, dunque, non sarà facile uscire dall'impasse. A meno che, scenario surreale ma possibile, non intervenga d'urgenza il Governo, abrogando con un decreto la legge Melandri e ristabilendo il regime di vendita individuale dei diritti.

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