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Lottomatica sconfitta a Vitoria Ora l'Eurolega è tutta in salita

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Severamente si vuole salvare qualcosa nell'ennesima opaca prova di una squadra alla disperata ricerca di identità, che ha incassato il sesto stop nelle ultime sette partite tra campionato e coppa, c'è da sottolineare lo scarto, -7, che la pone in vantaggio con la squadra di Ivanovic grazie al +12 maturato all'andata al PalaLottomatica. Poi ci sono i segnali di luce di Ricky Minard che dopo un inizio orribile, subito antisporitvo, è riuscito ad essere la punta di diamante (sic) di un attacco che deve però fare i conti con la strada smarrita dei due big Jaaber ed Hutson. Benino, ma qualche ingenuità di troppo Vitali, schierato finalmente dal primo minuto, ma Roma ha faticato troppo a trovare continuità trovandosi spesso costretta a forsennati recuperi (dal primo -15 è arrivata al - 2, mentre il - 18 maturato nel finale ha spezzato defitivamente in due la gara) che sono sembrati più frutto dell'orgoglio che di una condotta lineare. Giudizio sospeso su Gentile. La squadra dopo la Caporetto interna con Cantù ha almeno mostrato cuore. Tutti, o almeno gran parte di quelli scesi in campo, sono sembrati remare in direzione univoca. C'è magari da continuare a tampinare Hutson per capire se ha ancora voglia di essere protagonista perché l'abulico giocatore dell'ultimo periodo ben poco potrà contribuire alle fortune capitoline. Sembra invece arrivato il momento di dare, ed anche in fretta, il benserivto all'inutile e dannoso Toure. Il francese è scheggia impazzita, con spruzzate di presunzione, ed irrita spesso compagni e avversari. Il taglio sembra l'unica soluzione possibile e casomai Gentile dovrebbe avere il coraggio di dare qualche minuto in più a capitan Tonolli. Roma insomma non è guarita, forse ha cominciato la convalescenza. Ma domenica c'è Montegranaro, un banco di prova che potrà dire se realmente questa squadra ha i mezzi per tirarsi fuori dal pantano.

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