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Quel tifo capovolto che fa la differenza

Davide Santon

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Moratti incassa e porta a casa. Altro che Inter nel cuore, i due prodotti più importanti del vivaio nerazzurro, Balotelli prima e Santon poi, hanno ammesso la loro passione per il diavolo, quello rossonero. Ieri il difensore ha rivelato: «Da piccolino simpatizzavo per il Milan, ma semplicemente perchè sono nato nel periodo di Van Basten. Penso che un calciatore possa tifare per qualsiasi squadra, poi pero difende la maglia con cui gioca. Chissà quanti giocatori dell'Inter tifano Milan e viceversa. Certo, la passione giovanile resta sempre». La Nord interista non sarà felice ma questi sono solo gli ultimi casi di un elengo lunghissimo che non ha impedito a calciatori importanti di fare il loro dovere da professionisti nella squadra sbagliata. Si narra di un Paolo Maldini che avesse il poster di Platini in camera e tifasse Juve per poi diventare la bandiera del Milan, oppure di Peppino Meazza capitano interista che ha scavalcato i navigli per andare a giocare con la maglia rossonera. A Roma ha cominciato Bernardini di chiare simpatie laziali, anche perché in quel periodo l'alternativa era la Fortitudo, passando alla Roma per poi fare lo stesso percorso da allenatore. Alla fine si può definire una bandiera del calcio romano, l'unico che accomuna tutta la città. Negli Anni Settanta toccò a Cordova, romanista vero, passare in biancoceleste. Al primo derby dalla parte sbagliata comparve uno striscione in curva Nord: «Ciccio, la Roma t'ha tradito, la Lazio t'ha capito». Anche Scarnecchia che giocò nella Roma si racconta che avesse simpatie laziali così come Alberto Di Chiara. Una altro caso eclatante è stato Roberto Muzzi. Si presentò a Trigoria nel settore giovanile della Roma con cui poi esordì in serie A. Aveva l'aquilotto al collo e Bruno Conti alla fine del provino gli disse «Meglio che te lo togli». Detto e fatto, Muzzi fu costretto a nascondere il suo tifo giovanile fino a quando sul finire della carriera coronò il sogno di giocare con la Lazio. E poi c'è Fabio Liverani, professionista esemplare oltre che grande giocatore. Fu avvistato su una celebre foto su Internet a festeggiare lo scudetto del 2001 della Roma. Giocò e molto bene nella Lazio arrivando addirittura ad avere la fascia di capitano al braccio. Dopo il trasferimento alla Fiorentina ammise la sua passione per la Roma anche se poi in campo era stato uno dei protagonisti di una storica vittoria in un derby della Lazio, quel del 6 gennaio del 2005, (3-1 con il famoso gol di Di Canio). Per arrivare ai nostri giorni c'è Lorenzo De Silvestri che ora ha cambiato squadra ma che ha svolto tutta la trafila nel settore giovanile biancoceleste. La leggenda narra di una sua uscita pubblica con la maglia di Cafù alla scuola tedesca che frequentava. Insomma tifava per la Roma ma ha dovuto sempre nascondere la verità. Questi sono alcuni esempi senza dimenticare il mondo dello spettacolo dove si sussurra di una passione giovanile della Ferilli per Signori e la Lazio ma ora è diventata un'icona del tifo giallorosso. Per non parlare di Ilary Blasi moglie del capitano della Roma ma di famiglia laziale che si è sacrificata per l'amore verso il marito. Non siamo al trasformismo della politica ma poco ci manca.

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