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Ancelotti il nome giusto per il futuro della Nazionale

Roman Abramovich e Carlo Ancelotti

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Sarebbe troppo sperare che l'attenzione del mondo venisse rivolta allo stadio di Cesena, dove la giovane Italia attende gli svedesi, quelli che in Romagna sono soliti venire in vacanza, del resto questa amichevole prevede, più o meno, lo stesso impegno di una gita al mare. Qualche curiosità per la controprova offerta a Candreva, in luce nella deprimente amichevole con l'Olanda, nella quale voci amiche hanno anche riscontrato significati positivi, se qualcuno si è divertito sicuramente avrà tendenze masochistiche. Del resto, nei giorni della parentesi azzurra si è parlato molto di chi forse non arriverà mai in Nazionale, come il buon Cassano che tutti amano meno uno, e di quell'uno dato per partente alla volta di Torino. Dunque già aperta la successione, si spera meno infelice di quella sofferta, e pagata, nell'Europeo dello scorso anno. Si fanno tanti nomi, chiaro che Carletto Ancelotti avrebbe una posizione di privilegio, ma con attrattive ben diverse dai milioni di Abramovich, la Federcalcio ha i mezzi per affidarsi giusto a qualche tecnico attualmente a spasso, ma già stracarico di soldi, più concreta dunque l'ipotesi Mancini. Forse la burocrazia ci risparmierà un oriundo acquisito del quale non si avverte la necessità. Anche se Pazzini, dopo la figura barbina dell'esultanza per il gol da pallavolista, avrebbe fatto bene a osservare un dignitoso silenzio, Si farà sul serio, per altro, sui tanti campi delegati a collocare le ultime tessere sul mosaico del prossimo Mondiale, Sei posti disponibili: concluderà la giostra, in ordine di orario, il facile compito dell'Uruguay dopo la vittoria in Costa Rica. Sarà vicino al vecchio Trap il cuore degli appassionati italiani, ma la ragione induce a privilegiare la Francia di Domenech, pesa come un macigno il gol del Croke Park. Favorita anche l'Ucraina, che trova il prediletto clima di Donetsk, per il quale i mediterranei guerrieri ellenici di Rehhagel hanno scarse propensioni.   Più equilibrate di quanto il censo delle rispettive Nazionali possa far ritenere, le sfide tra Bosnia e Portogallo e tra Russia e Slovenia, le vittorie lucrate in casa non promettono margini sostanziosi di tranquillità. Clima di guerra in Sudan, ma anche nei Paesi nei quali il Nordafrica vanta ampia presenza, per lo scontro tra Algeria, molto sfortunata al Cairo, e quell'Egitto abituato a dominare la scena del continente nero, la sua esclusione suonerebbe sorpresa.

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