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È un'Italia d'argento

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FedericaPessot Due medaglie d'argento e un 9° posto nella classifica mondiale. E' il bottino che la Nazionale di taekwondo ha riportato a casa dai Mondiali di Copenaghen, conclusi lo scorso 18 ottobre. «Sono due argenti pesanti per l'Italia - ha detto il segretario della Fita, Angelo Cito - che ci rendono molto soddisfatti». A portare l'Italia sul podio sono stati Carlo Molfetta (87 Kg) e Veronica Calabrese (57 Kg), due giovanissimi per i quali il mondiale ha rappresentato una possibilità di riscatto per rientrare a testa alta nel mondo agonistico. A Veronica Calabrese, 21 anni, da 4 nel gruppo sportivo dell'Esercito, bruciava ancora la ferita delle scorse Olimpiadi, dove era arrivata piena entusiasmo, ma aveva perso nel ripescaggio per le semifinali. «Dopo Pechino sono stata molto giù - racconta Veronica - ho subìto molti infortuni e ho sostenuto brutte gare. Poi, ho deciso di darmi una scrollata allenandomi duramente per il mondiale. Le prove sono state difficili e io le ho affrontate tutte come se fossero delle finali. E i risultati sono arrivati. Finalmente, con questo argento ho ritrovato la fiducia in me stessa». E una buona dose di ottimismo il mondiale l'ha regalata anche all'altro argento, Carlo Molfetta, che ha conquistato la medaglia contro il turco Tanrikulu Bahri nella finale, terminata al golden point sul 2-2. Ha 25 anni e dal 2001 fa parte del Gruppo sportivo dell'Esercito. Per lui non esiste la vita senza il taekwondo, che pratica dall'età di 5 anni. Tanti i successi e i titoli vinti fin dai primi anni di gare che gli hanno fatto guadagnare molto presto la Nazionale e le olimpiadi di Atene 2004. «Purtroppo in gara non sono andato bene - racconta - forse ero troppo sicuro di me e ho preso la batosta». Dopo Atene la strada per lui è stata in salita, segnata da molti infortuni e da gare deludenti che lo hanno portato addirittura a non partecipare ai Giochi di Pechino. «Il risultato di questi mondiali è importante perché dà un calcio alla sfortuna. Questo argento mi riempie d'orgoglio. Ho solo un po' di rimpianto per l'oro che non arriva e che l'Italia tanto aspetta».

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