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Rio «apre» a Golf e Rugby

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COPENAGHENDue discipline nuove e lo stesso presidente, ma è l'elezione di Mario Pescante a vice di Jacques Rogge a fare grande l'Italia dello sport. Dal congresso del Cio a Copenaghen è arrivato l'atteso via libera al golf e al rugby a 7 che fanno il loro ingresso nel programma olimpico, a partire dai Giochi del 2016, quelli che si è aggiudicati Rio de Janeiro proprio una settimana fa. Si tratta di un ritorno, anche se le immagini di queste due discipline a cinque cerchi sono decisamente in bianco e nero: l'ultima volta del golf ai Giochi risale al 1904, mentre per la palla ovale a Parigi nel 1924. Il comitato olimpico internazionale ha riconfermato in forma plebiscitaria il chirurgo belga alla presidenza: Rogge non aveva avversari e ha ottenuto sui 92 aventi diritto al voto, 88 preferenze a favore, una contraria e tre astenuti. Al suo fianco nella marcia verso i Giochi di Londra 2012 avrà due nuovi vicepresidenti: Mario Pescante, che ha ottenuto 53 voti, superando Ching Kuo Wu di Taipei, presidente mondiale della boxe, che di preferenze ne ha ottenute 37, e il rappresentante di Singapore Ser Miang Ng. Una nomina storica per l'Italia, che mai aveva potuto annoverare uno dei suoi rappresentanti in una carica tanto alta nel mondo dell'olimpismo. «È stato premiato il mio impegno come presidente della commissione internazionale - ha detto il neo vicepresidente del Cio - perché le Olimpiadi non sono solo i risultati, ma i valori di cui sono portatrici. Del resto spesso la diplomazia è riuscita ad arrivare laddove non erano riusciti gli altri. Io ho lavorato a favore del dialogo e della pace, e sono riuscito a raccogliere un consenso traversale e il voto dei cinque continenti, non solo dell'Europa. Questo successo lo dedico a Giulio Onesti». E Pescante non perde tempo per bacchettare il mare di proposte arrivate soprattutto dai politici non appena Venezia e Roma hanno manifestato la volontà di candidarsi alle Olimpiadi del 2020. «Ben vengano le città che si candidano - ha spiegato Pescante - ma la città la sceglie il Coni. Ho sentito proposte fantasmagoriche, come la cerimonia inaugurale al Colosseo, tanto che qualcuno qui dei membri del Cio mi ha preso in giro dicendo se ci mettevamo pure i leoni. La candidatura è una cosa seria. La divisione dell'Italia ci danneggia. Se manca unità d'intenti è inutile far partire un progetto. Non facciamo il paesotto che improvvisa». Ma a Copenaghen è stato anche il giorno della festa di rugby e golf: a rappresentare lo sport del green c'era Matteo Manassero, promessa azzurra che a 16 anni si è già fatto conoscere sulla scena internazionale. «Questa ammissione del golf permette ai giocatori della mia generazione di coltivare quel sogno che finora potevano inseguire soltanto i coetanei di altri sport», ha detto applaudito dall'assemblea.

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