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Collina: "Una giornata difficile"

Collina

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«C'è stato qualche problema ma non chiamatela sudditanza». Dopo l'ottimismo delle prime due giornate di campionato, Pierluigi Collina ammette gli errori ma puntualizza i «termini della questione». Il designatore arbitrale si riferisce alle difficoltà incontrate dagli arbitri domenica scorsa, e in particolare al rigore concesso al Genoa contro il Napoli. C'è l'ammissione, ma - puntuale - arriva anche l'assoluzione: «Il rigore di Genova è stato smentito dalle immagini televisive della telecamera dietro la porta - ha spiegato Collina - ma per Tagliavento era difficile giudicare dalla posizione in cui si trovava. E va bene capire la natura degli errori, ma se dobbiamo ridurre tutto alla "sudditanza psicologica" vuol dire che negli ultimi anni è stato fatto poco». All'allenatore del Siena Giampaolo, secondo cui ai giocatori della Roma sarebbe stato permesso di insultare l'arbitro senza andare incontro a provvedimenti disciplinari al contrario di quanto accaduto in Genoa-Napoli dove Criscito è stato mandato fuori dal campo per un comportamento simile, Collina risponde: «Mentre a Genova c'erano degli elementi e delle riprese televisive piuttosto chiare, ciò nella partita di Siena manca. Gli arbitri sanno come devono comportarsi in campo, così come lo sanno anche i giocatori».  L'ex fischietto viareggino ha anche aggiunto: «Non possiamo pensare al futuro utilizzando un numero ristretto di arbitri con esperienza maggiore di altri. Dobbiamo formare arbitri che dirigeranno gare importanti delle prossime stagioni». Quello che serve, secondo Collina, è un giusto mix con partite di un certo tipo affidate ad arbitri esperti, altre a direttori più giovani che non sono mandati allo sbaraglio. A chi sostiene che episodi come quello di Genova potrebbero essere evitati con un arbitro collocato dietro la porta, Collina risponde così: «Io sono aperto a tutte le sperimentazioni, come quella che avverrà in Panathinaikos-Galatasaray di Europa League. A condurre la sperimentazione ci sarà tra gli altri anche Tagliavento». Collina garantisce per i «suoi» ma precisa: «Io conosco gli arbitri, loro conoscono il mio pensiero e mi dispiace se ci sono arbitri convinti di fare carriera aiutando questo o quel club, chi decide sono io e i direttori di gara sanno che il loro equilibrio dipende dalla qualità dei loro arbitraggi».

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