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Biaggi: "Aprilia a vita"

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Max Biaggi

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Una vita veloce in sella a una moto. Quattro mondiali vinti e la certezza di essere nell'eccellenza delle due ruote mondiali. Max Biaggi, trentotto primavere, romano doc, rilancia la sfida ai colossi nipponici in sella ad una moto italiana. Notevole il suo primo anno in sella alla neonata Aprilia Superbike, esperienza che lo ha messo in condizione di fare la scelta della vita: «Chiudo qui la carriera». Nel senso che vuole smettere? «No, anzi! Intendevo che resterò all'Aprilia fino al termine della mia carriera. È un'esperienza fantastica che sto vivendo con gli stessi tecnici che in passato mi hanno portato alla conquista di due mondiali. Con loro lavoro sodo per sviluppare questa moto italiana che sta dando e darà filo da torcere alle giapponesi». Già e nessuno si aspettava un successo già alla prima stagione. «Vero, abbiamo vinto a metà della prima stagione anche se nessuno ce lo aveva chiesto. ma soprattutto stiamo archiviando esperienza per il futuro». Quindi appuntamento al prossimo anno. «Sì, solo allora potremo provare a lottare per il mondiale». Pronostico per Superbike e MotoGp? «In superbike punterei su Spies, mentre per quanto riguarda la MotoGp credo che Valentino abbia ancora un netto vantaggio sugli altri: questione di esperienza». Il futuro? «Sarà roba di Lorenzo, lui quando capirà quanto è forte sarà diventerà il nuovo leader». Intanto lei sta diventando padre. «E già... Siamo qui a Montecarlo aspettando, manca un mese e qualche giorno al termine». Sì, ma faccia attenzione, pechè si dice che un figlio porta via un secondo al giro sul cronometro. «Beh, veramente Schumacher ha smentito questa leggenda, anzi... Comunque per me è una grande gioia, una cosa che ti completa come uomo. Dovrebbe capitare a ridosso della gara a Magny Cours ed ho già organizzato tutto». Prego? «Sì, ho noleggiato una aereo privato e, qualora Eleonora sarà pronta, volerò a Montecarlo (partorirà al Princess Grace, ndr) per assisterla durante la nascita per poi tornare al circuito». Avete già deciso il nome? «No, anche se Ele ha un elenco giusto così...».  Maschio o femmina? «Non abbiamo voluto saperlo, vedremo cosa verrà e comunque andrà bene». Torniamo alle corse: ha visto il suo amico Fisichella a Monza? «Sì, lo avevo sentito molto carico alla vigilia, ma sapevo e lo sapeva anche lui che sarebbe stata dura. Comunque credo che Giancarlo sia uscito a testa alta dal primo Gp a bordo di una Ferrari e probabilmente se non avesse avuto quel problema la mattina del sabato, sarebbe partito più avanti e magari arrivato nella zona punti. Sono convinto che già da Singapore sarà in grado di fare meglio: Giancarlo è uno che va forte».  Stessa cosa non si può dire dell'altro amico: Totti e la sua Roma. «Beh, loro stanno pagando un avvio burrascoso culminato con l'addio di Spalletti. Ma credo ci sia tutto il tempo per recuperare. Ranieri mi sembra abbia l'entusiasmo giusto per rialzare la Roma: ovvio, bisogna dargli il tempo di lavorare. A Siena non è stata una Roma bellissima, ma ha fatto quello che serviva: portare via i tre punti. È come quando vinci una gara pur non disputando una gara perfetta... ci sta, fa parte dello sport. Ma sono convinto che questa Roma alla fine verrà premiata».

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