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Spalletti: resto perché l'ho deciso io

Luciano Spalletti e Rosella Sensi

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«Sì, resto, però....». Luciano Spalletti sarà l'allenatore della Roma anche il prossimo anno. A questo punto se accadesse il contrario sarebbe una sorpresa clamorosa. Così come sembra scontata la conferma di Ferrara sulla panchina della Juventus. Ma al tecnico giallorosso non è bastato un colloquio di due ore e mezza con Rosella Sensi per riacquistare la serenità totale. E infatti i due si incontreranno di nuovo, forse già oggi, per sciogliere gli ultimi dubbi e ripartire in sintonia. Nella chiacchierata di ieri a Villa Pacelli, iniziata intorno alle 11.40 e conclusa dopo le 14, Spalletti ha richiesto una serie di garanzie alla presidentessa. Con toni sereni e mille sorrisi, ma andando dritto al punto. Il rinnovo di contratto auspicato dalla Sensi è stato un argomento appena sfiorato. Prima Spalletti vuole chiarezza sui programmi, soprattutto nei confronti della piazza. E chiede che sia la società a comunicare ai tifosi l'eventuale ridimensionamento dei progetti della Roma. Le strutture vanno potenziate e sul mercato sarà meglio cercare giovani talenti piuttosto che «scarti» delle grandi d'Europa. Queste le altre richieste dell'allenatore, comunicate dalla Sensi subito dopo al ds Pradè e al dt Conti: li ha convocati per una riunione non prevista e li ha informati sull'esito dell'incontro mattutino. Rosella si è detta sollevata di aver visto uno Spalletti sereno. Il toscano non ha mai fatto accenni alla Juventus e ha assicurato di essere pronto e motivato. Ma non può fare i salti di gioia. Lo si capisce ascoltando le sue parole, rilasciate in serata a Trigoria dopo una giornata all'insegna dei despitamenti. «L'incontro con la Sensi - dice a Sky - è andato bene. Stiamo lavorando per il bene della Roma». Poi mette le cose in chiaro, per smentire chi lo descrive «prigioniero» a Trigoria per volontà della società. «La mia permanenza dipende solo dalla mia volontà, perché io posso fare sempre quello che voglio. E gli stimoli devono essere la prima qualità, soprattutto nella prossima stagione. A casa mia al gunizaglio non tengo neanche i cani, pure qui a Trigoria li lasciano sciolti». Tradotto: resto perché l'ho deciso io. «I nostri tifosi - continua - devono stare al nostro fianco, dobbiamo dirgli le cose in maniera corretta perché loro sono la prima linea». Vietato diffondere sogni di gloria: eccolo il messaggio chiaro alla società. «Totti e De Rossi si sono mossi per me? La cosa fondamentale per la Roma sono i calciatori bravi, che rimangano loro è il primo tassello. La Juventus mi voleva? A me non sembra che Cobolli Gigli abbia detto così, io - chiude il toscano - sto lavorando per la Roma». In mattinata il numero uno bianconero aveva precisato: «Spalletti è l'allenatore della Roma e mi risulta che il club giallorosso lo voglia tenere. Noi rispettiamo il pensiero della Sensi». In un secondo momento ha aggiunto: «Non lo abbiamo mai contattato». La resa finale, tocca a Ferrara.

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