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In poco più di dieci mesi ha conquistato una città e fatto innamorare un intero popolo, le sue invenzioni balistiche sono già entrate nella storia calcistica della squadra più antica della capitale

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MauroZarate accende il suo timido sorriso dopo una notte di festeggiamenti ed emozioni, strizza l'occhio alla nazionale godendosi la vittoria della coppa Italia. «Il successo contro la Sampdoria è stata una grande emozione - ammette il numero dieci di Haedo - uno dei momenti più significanti della mia carriera sportiva, al pari del successo ottenuto nel Mondiale under 20 in Canada contro la repubblica ceca, e lo scudetto vinto in Argentina con la maglia del Velez. E' stata una notte straordinaria, elettrizante con lo stadio pieno di gente e di bandiere biancocelesti. E' un successo che ci rende felici e ci ripaga di tanto lavoro - continua il bomber laziale - sono soddisfatto della mia prima stagione alla Lazio, i tifosi mi amano e mi incitano in ogni partita, io cerco di ripagare il loro grande affetto con i gol». Fino a oggi ha segnato dodici gol in campionato e tre in Coppa Italia, grazie ai quali la Lazio ha eliminato Milan e Juve e battuto in finale la Sampdoria. Il gol di mercoledì notte - di rara bellezza per preparazione ed esecuzione - è frutto di un lavoro specifico che Maurito continua a svolgere anche fuori da Formello. «Il campionato italiano è molto impegnativo - confessa Zarate al sito di Olè - il calcio è uguale a tutte le latitudini, ma qui è molto simile a quello che si gioca in Argentina, anche se in Italia ci sono maggiori tatticismi. Le differenze sono minime, anche perchè sono convinto che quando un calciatore si allena bene e sta bene psicologicamente, poi riesce a fare ciò che vuole in mezzo al campo. La Lazio per me rappresentava un'opportunità di rilancio unica, all'inizio della stagione avevo ben chiaro in testa che se mi fossi allenato bene, avrei disputato una buona stagione». Ieri i tifosi della biancocelesti hanno invaso i siti internet, mettendo in evidenza l'ennesimo capolavoro. Lui si è limitato ad alzarsi di buon'ora dopo i bagordi notturni con i compagni di squadra, ha pranzato a casa e poi di nuovo ad allenarsi al Circolo Parioli. A poche ore da una finale lunga 120 minuti, Zarate ha preso la racchetta in mano sfidando suo fratello Roli che, sfruttando la stanchezza di Maurito, ha chiuso la partita in due set. Poco male, l'importante era allenarsi e continuare a inseguire un sogno chiamato nazionale. «Mi piace allenarmi a parte per curare i piccoli dettagli - ammette l'argentino - ho aumentato la mia massa muscolare ed è importante quando affronti difensori decisi e determinati come quelli che giocano nel campionato italiano: a volte le entrate sono rudi, devo farmi trovare preparato. La nazionale? io continuo a ripetere sempre la stessa cosa: se nella vita fai le cose in maniera giusta, prima o poi le cose andranno nella giusta maniera. Per il momento io sono felice e penso ad allenarmi, poi si vedrà. Se Maradona giudicherà il mio lavoro positivo mi chiamerà, altrimenti continuerò a lavorare inseguendo la maglia albiceleste. Per il momento posso solo fargli il mio in bocca al lupo per il suo incarico». Ma la convocazione è dietro l'angolo: tra pochi giorni arriverà la chiamata del ct dell'Argentina Diego Armando Maradona. E Zarate si farà trovare pronto.

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