La Sensi lasciata sola in mezzo alla tempesta
Anchese i giallorossi dovessero entrare in Europa League, il giudizio negativo non cambiarebbe. Una squadra logora, spenta, senza nerbo né benzina in corpo, un allenatore nervoso e in confusione e una proprietà sempre più chiusa in se stessa e nel più assoluto mutismo. Questo il quadro della situazione e dell'ambiente Roma, dove i protagonisti hanno gettato la spugna dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal. Inevitabile quindi la contestazione di domenica all'Olimpico contro giocatori, allenatore e proprietà, diventata ancor più fragorosa e imponente nel finale di gara, quando sono entrati in curva i gruppi rimasti nell'antistadio a disputare un torneo di calcetto. Tranquilla e sorridente è apparsa inizialmente Rosella Sensi, forse troppo sicura che non sarebbe stata oggetto di contestazione, ma alla fine i cori di dissenso erano solo per lei, rimasta sola senza avere al fianco i suoi «consiglieri», che, dopo la lettera scritta in sua difesa, l'hanno abbandonata sul ponte di comando in mezzo alla tempesta.
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