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L'ira di Domenicali: "cambiamo mentalità"

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La Ferrari, all'improvviso, è diventata una squadra piccola, una «provinciale» della Formula Uno, e deve incominciare a ragionare di conseguenza. «Inutile stare qui a piangere - dice Domenicali, responsabile della gestione corse - bisogna reagire e prendersi ognuno le proprie responsabilità». Parole dure, pronunciate a caldo dopo il gran premio e ripetute con più calma ieri. Parole in cui molti hanno letto anche una critica a Michael Schumacher, presunto responsabile della scelta di montare gomme da bagnato a Raikkonen, poi rivelatasi catastrofica. Domenicali non commenta, non chiarisce, e questo sa tanto di conferma. Fino a provocare l'intervento diretto del manager del sette volte campione del mondo: «A Michael sono state fatte delle critiche idiote», ha tuonato Willi Weber, spingendosi fino a ipotizzare un divorzio dal Cavallino a fine stagione. «È possibile», ha ammesso. Gli errori dei box hanno segnato l'inizio della stagione della Ferrari. Ma certi azzardi sono stati tentati soprattutto per sovvertire valori tecnici troppo squilibrati. Da questo punto di vista determinante potrebbe essere la sentenza della Corte d'Apello Fia prevista per il 14 aprile sui diffusori di Brawn, Williams e Toyota. Ovviamente a Maranello stanno valutando anche l'ipotesi peggiore, cioè che la Federazione lasci tutto immutato. In quel caso la Ferrari dovrà adeguarsi il prima possibile: «Inutile apettarsi i diffusori in Cina - ha detto Domenicali - cercheremo di anticipare il più possibile, ma bisognerà attendere i primi gran premi europei». Con una Brawn così veloce, potrebbe già essere troppo tardi.

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