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Per i suoi 34 anni Del Piero si regala il Chievo

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In otto giorni, Roma, Real Madrid e Chievo: scusate se è poco. E, prima ancora, Zenit San Pietroburgo e Palermo. Non si è sbattuta più di tanto, la squadra di Ranieri: poca cosa il Chievo, che pur aveva cambiato allenatore chiamando Di Carlo al posto di Iachini. Se però Pellissier sbaglia gol grossi come una casa, inutile pensare di far punti contro i bianconeri. I quali passano in vantaggio grazie alla punizione di Del Piero - arrivato a quota 377 presenze in bianconero affiancando Scirea, dietro solo Boniperti che troneggia a 444 - quasi alla fine del primo tempo. C'è poi tempo anche per una rissa con protagonisti Sissoko (sostituito nell'intervallo da Ekdal) e Yepes, prima che la Signora raddoppi: Mantovani tocca di mano, Iaquinta va sul dischetto e, dopo essersi fatto parare il tiro da Sorrentino, ribadisce in gol e in pratica chiude lì il match. Del Piero resta in campo fino a pochi minuti dal termine, quando si becca un'altra standing ovation che fa il paio con quella di Madrid. «La squadra ha voglia di lottare e di ritrovarsi, poi c'è l'anima di un campione come Del Piero che viene fuori - ha dichiarato alla fine Ranieri -. In questo momento lui è magico: si sta caricando la Juventus sulle spalle e tutti gli stanno andando dietro. Alla minima opportunità fa gol: questo fa bene e regala morale a lui per primo e a tutti noi». L'appuntamento per una nuova puntata è fissato per giovedì: la Juve anticiperà il suo impegno contro il Genoa perché domenica all'Olimpico ci sarà Italia-Argentina di rugby.

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