E quindi, da bravi campioni uscenti, e col Grillo a incarnare come sempre l'anima della squadra del ct Ballerini, scenderemo in campo con tutti gli occhi puntati addosso. Sui 248 km del percorso (pianeggiante per i primi 80 km, poi, dopo una leggera ascesa, sviluppato su sette giri di un circuito di 20 km per metà in salita e per metà in discesa) Bettini, Rebellin, Pellizotti, Bruseghin e Nibali dovranno guardarsi principalmente dalla Spagna. La nazionale iberica è infarcita di campioni conclamati, anche più della squadra azzurra; e oltre a ciò, schiera il favorito numero uno per l'oro, quell'Alejandro Valverde che appena una settimana fa, battendo i nostri nella Classica di San Sebastián, ha dimostrato di avere una gamba superlativa. E le altre punte dello squadrone spagnolo portano i nomi di Alberto Contador (vincitore dell'ultimo Giro), Carlos Sastre (primo al Tour), Oscar Freire (tricampione del mondo) e Samuel Sánchez (a cui la discesona finale farà molta gola). Non c'è solo la Spagna, comunque, a frapporsi tra l'Italia e la vittoria: Fabian Cancellara terrà da solo alto l'onore della Svizzera, l'Australia proverà a lanciare Cadel Evans, la Germania punterà su Schumacher e Wegmann, l'Olanda si giocherà Robert Gesink, la Russia farà paura con Menchov, Efimkin e Kolobnev, e gli Stati Uniti si stringeranno intorno a George Hincapie. Un gradino sotto l'Ucraina di Popovych, la Slovenia di Valjavec, la Norvegia di Arvesen, la Francia di Pineau, il Belgio di Monfort. Discorso a parte per il Lussemburgo: tre al via, tre potenziali capitani (Kirchen e i fratelli Schleck), ma chi tirerà per gli altri? Lo scopriremo stamattina, dalle 5 alle 11.30 circa, su Rai2 ed Eurosport.
Marco ...
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