Dal mercato il modulo della Roma
Ma la «rivoluzione» dei giallorossi passa per il mercato. Nello specifico, è legata a doppio filo agli acquisti nel reparto offensivo. Stabilito che arriveranno almeno due attaccanti - uno esterno e una punta - la società non ha ancora deciso se la spesa maggiore verrà fatta per l'uno o per l'altro. Se ad esempio la Roma riuscirà a prendere uno tra Huntelaar, Luis Fabiano o Gomis, con il resto del budget (poca roba...) prenderà un esterno buono per la panchina: Cavani o Kewell per esempio. Se invece Pradè porterà a Trigoria un esterno alla Di Natale, allora il centravanti sarà una scelta di ripiego. Come Saha in prestito. Soltanto ad agosto Spalletti saprà su quali uomini potrà contare e a quel punto deciderà se cambiare modulo. Studierebbe volentieri una Roma con Totti, Vucinic e Huntelaar contemporaneamente in campo: in quel caso obbligatorio il centrocampo a tre Pizarro-De Rossi-Aquilani, con Taddei e Perrotta jolly utilissimi. Oppure, due punte da scegliere tra i tre attaccanti di ruolo, davanti al quadrato visto sul finire dello scorso campionato. In sostanza, due moduli senza esterni offensivi, 4-3-3 o 4-2-2-2, che risolverebbero un problema non da poco: trovare un posto da titolare ad Aquilani. Con Di Natale o lo stesso Iaquinta (c'è chi assicura che lo juventino ha comprato una casa a Roma dove si è fatto spedire i regali per la sua terza figlia appena nata...) Spalletti insisterebbe invece sul 4-2-3-1. Vucinic l'erede designato di Mancini a sinistra e supportato dal nuovo acquisto, Perrotta confermato da trequartista. La lunga estate sul mercato porterà consiglio.
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