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Peggio di così non poteva proprio andare

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Meno assidui, i londinesi, nella frequentazione dei vertici europei, mentre i «reds» vantano una presenza quasi costante ai più alti livelli, ma il grado di difficoltà è elevatissimo in entambi i casi. Per la Roma, se non altro, una via di mezzo: visto che le più temute erano il Chelsea, che dovrebbe fare strame dei greci, e il Barcellona largamente favorito sugli scozzesi. Vani, però, gli appelli giallorossi a una pallina tra le meno arcigne, insomma il Porto o il Siviglia. Le tocca invece il Real Madrid, storia e tradizione, con un dettaglio ancora meno gradevole: fuori per tre volte di seguito dai quarti di Champions, i madridisti si affidano, oltre che al loro potenziale, anche alla legge dei grandi numeri. Per una sfida che potrebbe andare dai centottanta ai duecentodieci minuti, la Roma avrà le sue chances. Giocare contro pronostico non è uno svantaggio, perché la pressione sarà forse meno intensa, anche se parte del tifo guarda con ottimismo alla modesta solidità difensiva di una squadra che però segna a raffica. Ci vorrà la più felice ispirazione. Ma anche tanta fortuna.

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