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Simone Pieretti [email protected] La Lazio è il bene ...

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«Non è un bel momento - afferma l'allenatore di Rimini - ma nella vita ci sono anche i momenti difficili. Abbiamo le risorse per poterne venir fuori: il calcio ti regala sempre la possibilità di rifarti, si gioca ogni tre giorni. La squadra sta dando tutto ciò che ha, anche nelle sconfitte abbiamo giocato con orgoglio e abnegazione. Le risorse sono queste, ma le dovremo far bastare: il bene supremo è la Lazio, tutto il resto, al momento, non conta». All'Olimpico arrivano i tedeschi del Werder Brema, per una partita decisiva ai fini della qualificazione. «Champions ingombrante? Non scherziamo, abbiamo faticato tanto per conquistarla, ce la giocheremo fino in fondo. Loro sono una squadra abituata ad affrontare sfide importanti come questa: spesso la differenza è a livello mentale. Non dobbiamo lasciarli giocare: sono più forti di noi. In Champions abbiamo sempre fatto buone prestazioni, al di là di alcune fasi delle partite stesse. Nella sfida di andata, in Germania, eravamo partiti bene: poi su due palle lunghe siamo andati in difficoltà. La formazione? Ballotta resta il portiere titolare, Pandev è in forte dubbio». Il tecnico torna anche sul momento attuale della propria squadra che non riesce a vincere dalla partita di Livorno. «Non è giusto fare bilanci quando le cose vanno male - continua Rossi - i bilanci vanno fatti alla fine. Errori? Ne ho commessi anch'io, ne parlerò quando sarà tempo di fare questo tipo di valutazioni. L'importante è che un tecnico abbia coscienza critica nel riconoscere i propri sbagli. La Lazio è una squadra che fa della coralità il proprio punto di forza. Per cambiare la situazione non basta disegnare sulla lavagna un nuovo modulo. La volontà di rialzarci in piedi c'è, poi dobbiamo fare i conti con le entità psico fisiche. E non è giusto prendersela solo con alcuni: va fatta un'analisi globale. Una squadra di calcio è come una famiglia: se uno vuol salvare un matrimonio non deve rimpallare le responsabilità. E' troppo facile dare una pacca sulle spalle quando le cose vanno bene: le grandi società si vedono nei momenti di difficoltà».

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