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Il tecnico e le critiche: nessuna emergenza e non siamo in crisi

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Dopo il secondo ko stagionale con l'Inter, il tecnico giallorosso chiama a raccolta la Roma per tre punti diventati improvvisamente importantissimi: più per la testa che non per la classifica. E tra tre giorni c'è di nuovo la Champions e la trasferta di Valencia non è meno sentita dai giallorossi. Penserà anche quello Spalletti al momento di mettere in campo una formazione già pesantemente rimaneggiata dall'assenza dei due sterni brasiliani. Con Taddei e Mancini ko, c'è una Roma da inventare, un modulo da cambiare cercando di far meno danni possibili. Ci sarà Totti e molto probabilmente anche Montella per la prima volta insieme dall'inizio quest'anno. Spalletti comunque non fa drammi e, nonostante gli appelli e le tirate d'orecchie ai suoi, resta ottimista. «Io non la vedo così critica — attacca il tecnico — non c'è nessuna emergenza. Ovvio che giocare senza Taddei e Mancini dovremo cambiare qualcosa. Useremo le punte che abbiamo a disposizione». La Roma ha ancora nella testa la sconfitta con l'Inter, cosa che però, secondo Spalletti, stavolta potrebbe essere un'arma in più. «Confido nella voglia di riscatto dei ragazzi, perché contro l'Inter tutti volevano far bene. Ci teneva la squadra, la gente, un po' tutti. Ma ora è importante lasciarci tutto alle spalle e ripartire». E per farlo nel modo giusto il tecnico giallorosso punterà ancora su Totti: nonostante le polemiche sulla condizione e sulle modalità del suo utilizzo. «Francesco non sta malissimo — ammette — ma ha solo giocato una partita sottotono. Deve stare tranquillo, anche perché lui è uno di quelli che possono decidere una partita con una giocata anche senza essere al top della condizione. Su di lui nessuna polemica, ma solo diversi punti di vista. Io comunque ho il mio e vado per la mia strada. Resterà in quella zona, prima punta o trequartista dipenderà solo dal modo in cui giocheremo e dai compagni che avrà vicino. Ovvio che con Montella in campo, giocherà qualche metro più indietro». Ma se Spalletti sembra aver già preso la sua decisione per quanto riguarda l'attacco, resta ancora in bilico la decisione riguardo la più volte ventilata difesa a tre. L'idea piace al tecnico che comunque al momento sembra scongiurarla proprio per la partita contro il Parma. «Si può fare — spiega Spalletti — ma non contro il Parma. Con il loro gioco sarebbe dargli un vantaggio. Comunque valuteremo di volta in volta». Già, il Parma che Spalletti tiene nella giusta considerazione: una squadra che finora ha raccolto meno di quello che ha seminato. «È una squadra giovane — entra nel dettaglio — che gioca bene al calcio. E occhio a Morfeo, che ha l'estro e la fantasia dei grandissimi (ma che non giocherà, ndr). Poi ci sono Kutuzov, Cardone e Dessena: insomma un giusto mix di esperienza e gioventù. Credo sia una squadra ben costruita». E proprio per questo il tecnico giallorosso chiede ai suoi maggior concentrazione. La «tirata d'orecchie» è per Chivu e Mexes che contro l'Inter hanno più volte peccato d'ingenuità: e non si tratta d'insicurezza... anzi. «Se ci fossero un po' di timore e insicurezza magari l'attenzione sarebbe più alta... Vale per Mexes e Chivu, ma anche per tutta la squadra che ogni tanto è troppo sicura di avere delle potenzialità e allenta la tensione». Chiusura su contratto e Figc. Rettifica d'obbligo sui due anni di contratto (più terzo in opzione), che la Roma gli avrebbe imposto lo scorso anno. «Sono stato io — ha spiegato Spalletti — a dire però alla società che poteva scrivere quello che voleva sul contratto perché io a Roma sarei voluto venirci comunque. Avevo anche detto che, visto quello che era accaduto, se fossi stato uno della società al nuovo allenatore avrei fatto un anno solo di contratto... Quindi un biennale da parte loro, è stata, se vogliamo, una una dimostrazione di stima». Sui nuovi vertici della Figc, Spalletti è chiaro: «Non conosco di persona Pancalli, ma mi dicono essere uno bravo. Ha cambiato le regole e vuole farle applicare rigidamente: mi sembra la soluz

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