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Il tecnico punta su Rocchi-Pandev «Pronti a colpire»

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Con un 2-1 da dimenticare, quello di Milano, e un handicap, che ancora sembra una zavorra, da ridurre. I biancocelesti ospitano il Palermo (che ritrova Corini e Amauri) per la «prima» in casa con quel «-11» da esorcizzare. Rossi è animato da sensazioni positive, suona la carica e lancia un monito agli avversari. «Siamo una buona squadra e lo dimostreremo. Il Palermo è tra le formazioni più forti del campionato ma ce la possiamo giocare con loro». Tono imperativo, perentorio, la sensazione che all'Olimpico sarà davvero una partita da vivere. E raccontare. La vigilia è segnata da qualche guaio assortito, l'influenza che ha già fatto capolino a Formello, l'assenza di Mutarelli, Foggia che lascia il testimone a Manfredini con Stendardo che si sente cucita addosso la maglia da titolare al posto di Cribari, ieri comunque tornato nei ranghi e «addestrato» nella rifinitura come i compagni di reparto. Un ballottaggio che si deciderà in extremis, contano anche i riflessi psicologici «Devo ancora pensare alla squadra che manderò in campo - afferma Rossi - ho convocato 20 giocatori, anche se Makinwa e Foggia non stanno benissimo. Cribari? Ha avuto una leggera influenza, ma si è allenato regolarmente». Rossi tiene tutti o quasi sulla corda e si affida al tandem d'attacco, confermatissimo, Rocchi-Pandev. «Giocheremo per vincere, come sempre. I siciliani erano molto forti anche nella passata stagione. Il valore di questa squadra lo si vede non tanto dai giocatori che scendono in campo, ma da quelli che restano fuori. Il Palermo ha fatto un mercato faraonico, anche se solo il campo potrà dire se la squadra che affronteremo è superiore a noi. Lo scorso anno, ad esempio, lo era, ma alla fine del torneo è arrivata dietro di noi». Partita importante ma non decisiva: il concetto è amplificato dal romagnolo, perché le critiche vanno accettate, poi «sono i giocatori che devono scendere in campo e dimostrare il contrario». L'assalto ai siciliani andrà in scena davanti a un Olimpico intristito: 12 mila abbonati (la campagna chiuderà domenica prossima, tre ore prima della sfida interna con l'Atalanta) e 4 mila biglietti venduti. Un bilancio deludente, che Rossi è convinto possa essere capovolto. Dai fatti. «L'affluenza dei tifosi? Credo che l'apporto sarà lo stesso dell'anno scorso, per la Lazio è molto importante avere i propri tifosi vicino». Gli Irriducibili, per stringersi intorno alla squadra, hanno invitato i giocatori sotto la Curva Nord prima della partita: l'undici scelto da Rossi dovrebbe quindi svolgere il riscaldamento nel tartan proprio sotto il feudo del tifo biancoceleste, con un'accoglienza festosa e rumorosa. Un modo per cicatrizzare dubbi emersi durante un'altra estate condita dai veleni. Ieri sera a Formello il gruppo ha ricevuto, come consuetudine, la visita di Lotito. La società aspetta l'arbitrato ed è in attesa dello sconto sulla penalizzazione: in realtà si chiede l'azzeramento (missione improba) nel parallelo con la Reggina. L'orientamento generale sembra condurre però verso una riduzione importante degli 11 punti: pesa, eccome, giocare con il verdetto in sospeso. La decisione finale, terze interessate permettendo, potrebbe arrivare entro il 29 ottobre. O almeno si farà il possibile per «centrare» quella data. Martedì è previsto un consiglio di sorveglianza per stabilire il calendario dei prossimi eventi societari: il 27 ottobre dovrebbe essere fissata la prima convocazione dell'assemblea annuale. Si lavora sul progetto di bilancio per la trimestrale e si studia la soluzione relativa all'utilizzo del marchio: previsto anche un incontro con i revisori. Il primo obiettivo, però, si chiama Palermo. Tre punti d'oro per iniziare la scalata.

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