L'ex presidente Figc: «Non mi ero accorto di nulla, è giusto che paghi»
ma anche alcune luci, come quella di aver scelto il tecnico Mondiale Marcello Lippi. E poi il no ribadito a qualsiasi ipotesi di ritorno nel calcio, con un candidato alla presidenza Figc: Abete. È il bilancio di Franco Carraro, ex presidente della Federcalcio, che in un'intervista al Tg5 è tornato a parlare dopo la sentenza d'appello della giustizia sportiva che ha trasformato la sua squalifica in una pesante multa. «La storia della Figc è la storia di un grande movimento, con moltissime cose positive e alcuni errori - ha detto Carraro - poi è successo in questi mesi qualcosa di aberrante. A me sembra che il fatto che io non abbia usato meccanismi di prevenzione per evitarlo implica una grave responsabilità di politica sportiva: ed è giusto pagarla dimettendomi». «Non mi ero accorto» di quel che succedeva, ha ribadito Carraro, «e questa è una grave responsabilità che è giusto pagare. La vittoria mondiale mi ha fatto piacere perché ha fatto gioire milioni di italiani, in patria e all'estero: quando si farà il bilancio della mia attività, con ombre e qualche luce, ci sarà sicuramente il fatto che io ho scelto due allenatori alla guida della nazionale: Bearzot nel '77, e Lippi nel 2004. Entrambi hanno vinto il Mondiale». Infine il no ribadito a un'ipotesi di ritorno come dirigente calcistico: «Se arrivasse un'offerta non l'accetterei: avevo deciso di lasciare il calcio a fine 2006, ho dovuto farlo tempestosamente a maggio. Ma non c'è nessunissima ragione per tornare. Il calcio deve rinnovarsi: io sono avanti negli anni, e soprattutto da troppi anni nel mondo del calcio, che ha bisogno di rinnovarsi»
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