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Rossi: pensiamo solo al presente

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Dabo vice-Liverani

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In mezzo, quasi quasi inosservato, il tracollo di Palermo con le devastanti conseguenze derivate: le squalifiche di Liverani e Behrami e l'infortunio di Cribari. Insomma è ancora emergenza. E stasera all'Olimpico (Sky Sport 1, ore 20.30) si farà sul serio: niente sconti, l'Udinese del dopo-Cosmi si propone di risalire la corrente senza altri passi falsi. Il baratro, in fondo, non è neanche troppo lontano, altro che Champions. La Lazio, invece, insegue davvero la speranza di un posto in Europa. Anche se non lo dice e raccoglie i cocci del 3-1 rimediato in Sicilia contro l'ex Papadopulo. Rossi non si fida ed esterna i suoi dubbi senza giri di parole. «È una gara di una delicatezza estrema», sottolinea con sguardo serio. Il successo all'Olimpico gli manca dal 9 gennaio, ma le preoccupazioni nascono dalle defezioni e dal clima che si respira in città: «Ho la sensazazione che si stia pensando a tutto tranne che a questo campionato. Dobbiamo avere lo sguardo sul presente e non sul futuro. Il futuro si costruisce attraverso il presente». Sulla panchina friulana ci sarà l'esordio del nuovo tecnico Dominissini e del suo «vice» Sensini: «Nel breve periodo il cambio di allenatore porta una svolta. Chi non era impiegato con costanza si sente motivato maggiormente e poi c'è una presa di responsabilità dei giocatori che paga. Sarà una partita difficile anche perché l'Udinese è un'ottima squadra. Ha, più o meno, la stessa squadra che è andata in Champions e in più si è rinforzata e questo mi preoccupa. A me sembra quasi che si considera che la Lazio giochi da sola le partite: se perdiamo è solo colpa nostra. E invece esistono pure gli avversari. Ci può stare una sconfitta a Palermo». In questo caso il tecnico non risparmia una frecciatina ai critici: «Abbiamo fatto delle buone partite con Milan, Inter e Juve e a volte si è storto il naso perché si è pareggiato. Così si perde di vista la realtà. Bisogna essere più lineari. Certo, ci sono cose che non voglio rivedere e che sono accadute sia a Palermo che in altre partite». La rifinitura gli ha regalato almeno un sorriso: Dabo ci sarà. Il francese stringerà i denti e cercherà di rendere meno pesante l'assenza di capitan-Liverani. Sulle fasce spazio a Bonanni (a destra) con Mauri sulla fascia mancina e Mudingayi a fare legna in mezzo. In difesa Zauri tiene, come al solito, in apprensione Rossi: affaticamento muscolare ma il laterale vuole esserci. Al centro accanto a Siviglia ci sarà Stendardo, il vice-Cribari designato, sulla fascia tornerà Oddo. Dubbio amletico in attacco: Di Canio o Pandev, Rossi ci pensa. Il macedone, nelle ultime settimane considerato in fase calante dallo staff tecnico, sembrava fino a ieri pomeriggio in vantaggio su Di Canio, partito dall'inizio nelle ultime due partite anche se è ormai abbonato alle sostituzioni al quarto d'ora della ripresa. Le valutazioni dell'ultima ora potrebbero però essere sovvertite in extremis: Di Canio garantisce maggiore esperienza e più determinazione (tra i convocati torna anche Inzaghi). Ed è il rifinitore scelto per innescare al meglio il bomber principe Rocchi, terminale scelto anche per cercare di castigare l'Udinese. La Lazio segna poco, ma Rossi non è d'accordo: «Non mi sembra che abbiamo difficoltà a segnare, finora abbiamo creato e concretizzato molto e poi siamo andati in gol con 13 giocatori diversi, segno che le soluzioni ci sono. È solo una contingenza negativa». Che stasera spera di spezzare.

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