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Totti recuperato Cassano in bilico decide l'allenatore

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A quattro giorni da Roma-Juventus, nella Capitale monta l'attesa per la sfida di sabato sera all'Olimpico. Compresi gli abbonati (ventiseimila circa), è facile ipotizzare una proiezione da settantamila. Roba da record, anche per le casse sociali della Roma, che in queste prime uscite casalinghe hanno dovuto registrare un decremento di spettatori e incassi significativo. Per l'arrivo della capolista, con una squadra lanciata dalle tre vittorie consecutive, si prevede il pienone ed è già cominciata la caccia alle tribune, ultimi settori rimasti a disposizione. Della gara sarà sicuramente Francesco Totti. La lesione di quattro millimetri all'adduttore si è rimarginata e ieri il numero dieci si è rivisto in campo dopo qualche giorno di riposo assoluto, trascorso sui lettini dell'infermeria, tra fisioterapia e massaggi. Per lui un lavoro differenziato e nulla più seguito dal preparatore Franceschi, da domani tornerà a forzare per preparare al meglio alla sua prima partita da padre. Completamente ristabilito anche Rodrigo Taddei, che contro i bianconeri sarà regolarmente al suo posto dopo i problemi muscolari alla coscia destra accusati nei giorni scorsi. L'unico dubbio di formazione è legato quindi a Cristian Chivu. O meglio, alla Commissione Disciplinare. Giovedì a Milano ci sarà l'audizione del calciatore richiesta dall'ufficio legale della società. Poi la parola spetterà all'avvocato Azzali, che deciderà (d'urgenza c'è anche la possibilità di ricorrere ulteriormente alla Caf) se concedere uno sconto di una giornata rispetto a quella dura di due turni comminata al rumeno per la gomitata a Bjelanovic in Roma-Ascoli. Mexes è pronto a partire dall'inizio, ma se Chivu tornerà a disposizione la maglia di titolare accanto a Kuffour sarà sua. Senza i sette nazionali impegnati con le rispettive rappresentative, non è ancora tempo di prove tecniche di undici anti-Juve, ma sembra improbabile la rinuncia al 4-2-3-1. Ieri l'allenamento pomeridiano è stato diretto da Marco Domenichini, vice di Spalletti. Il tecnico di Certaldo era impegnato in un'amichevole a Padova tra una selezione allenatori e artisti ma da stamattina sarà di nuovo a Trigoria. Amarcord. Tra i vari ex chiamati in causa, a parlare della sua stagione migliore alla Roma, la prima che culminò con lo scudetto del 2001, è tornato Gabriel Batistuta, ospite della trasmissione del Gr Parlamento «La politica nel pallone». «È una sfida sempre affascinante, anche se ai miei tempi si lottava alla pari per lo scudetto mentre ora non è così. Mi aspetto comunque una bella partita, perchè la Roma è in ripresa e non regalerà nulla». Batistuta ha detto la sua anche sul caso Cassano. «Antonio è un bravo ragazzo, ma non ha ancora capito che a certi livelli il calcio è una cosa seria, non basta divertirsi. Bisogna sapersi assumere delle responsabilità verso la società ed i compagni». Parole sante, anche se Batigol omette di menzionare quell'11 marzo del 2002, quando nelle ore della vigilia del derby, l'argentino abbandonò il ritiro della squadra rifiutando la panchina per far posto a Montella. Altri tempi, della squadra scudetto sono rimasti soltanto in tre. «Si lavorava sempre per vincere e c'erano obiettivi ben più seri che creare polemiche per una o due dichiarazioni fuori posto». Già, ma Cassano con la Juve sarà convocato? Difficile, ma non impossibile. Contro l'Ascoli, senza Totti, per lui non ci fu posto nella lista dei convocati. Ora che l'atteggiamento giusto è stato recuperato ma che nulla in tema di rinnovo contrattuale è cambiato, Spalletti dovrà decidere se le indicazioni tratte nei novanta minuti di sabato scorso contro il Siena Primavera sarano sufficienti. Altrimenti sarà ancora tormentone. Polemiche e tensioni della vigilia comprese.

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