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Capello presenta Nedved a sinistra, Mutu a destra e Camoranesi rimane in panchina Del Piero nervoso

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La macchina targata Juventus non si ferma, vince anche quando regala in pratica un tempo agli avversari (2-0 alla Sampdoria, reti di Trezeguet Mutu) e aspetta con tranquillità la trasferta di sabato a Milano. Non è stata comunque una grande Juve, quella che ha avuto la meglio sulla squadra allenata da Novellino: spesso in difficoltà nel palleggio, la truppa di Capello ha patito la vivacità degli ospiti sulle fasce e la loro organizzazione tattica. Se, sul finire del primo tempo, non fosse arrivato il gol di Trezeguet sugli sviluppi di un calcio d'angolo, le cose sarebbero potute forse andare diversamente. Poi, la rete di Mutu a inizio ripresa ha spianato la strada ai padroni di casa che hanno messo il pilota automatico per arrivare al novantesimo con altri tre punti in saccoccia. La Juve di Lecce aveva convinto Capello. E allora, eccezion fatta per Chimenti e Trezeguet al posto degli infortunati Abbiati e Ibrahimovic, stessa banda presentata allo stadio di Via del Mare: Nedved a sinistra, Mutu a destra e Camoranesi in panchina. Ma, soprattutto, la conferma di Chiellini come esterno sinistro difensivo e spostamento di Zambrotta a destra. Novellino chiedeva ai suoi continui capovolgimenti di fronte, con Diana sguinzagliato dalle parti di Chiellini per metterne in risalto le carenze difensive e, dall'altro lato, l'intraprendenza di Tonetto a saggiare la consistenza di Zambrotta sulla destra. Un po' a sorpresa l'iniziativa era spesso degli ospiti, ben registrati intorno a Volpi e Palombo: Diana era il primo a centrare la porta e a dare la sveglia a Chimenti, mentre la Juve faticava a guadagnare campo e non trovava né in Del Piero e nemmeno in Trezeguet gli appoggi giusti per far salire la squadra. Così, per vedere la Signora pericolosa dalle parti di Antonioli bisognava aspettare un quasi assist involontario di Castellini grazie al quale Mutu concludeva comunque a lato. Emerson cuciva gioco, ma la Samp era davvero bella, corta tra i reparti e mai rinunciataria. Nedved invitava i suoi ad alzare i ritmi con una sberla da fuori area che Antonioli non tratteneva, ma la Samp non perdeva la calma: semmai, era Del Piero ad apparire un po' nervoso. Siccome però il calcio è sport strano, appena piombavano sul Delle Alpi le notizie delle momentanee sconfitte di Milan e Inter, la Juve passava. Con poco merito, però passava: angolo di Mutu, pasticcio in comproprietà tra Volpi, Castellini e Antonioli, Trezeguet si travestiva da falco e festeggiava il gol numero 103 con la maglia bianconera. Devastante: perché, se una squadra meritava il vantaggio questa era la Sampdoria. Che negli ultimi minuti del tempo sfiorava anche il pareggio con Bonazzoli, il quale però non trovava la porta con Chimenti battuto. La Juve metteva il sigillo al match dopo una dozzina di minuti della ripresa: azione tutta di prima tra Emerson, Del Piero, Trezeguet e Mutu, Antonioli battuto in uscita. Sabato, era ora, Milan-Juve.

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