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«La loro campagna acquisti è stata mirata Sono arrivati ottimi rinforzi. Il caso Cassano? Si risolverà»

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Quella di domenica prossima sarà anche la sua partita. Il nome del dirigente è stato spesso accostato ad inizio estate al nuovo progetto della Roma del futuro che ha preso corpo sotto il segno di Luciano Spalletti. Con lui, Leonardi non si è lasciato nel migliore dei modi, gestendo in prima persona la transazione che ha segnato l'addio a Udine al tecnico di Certaldo dopo un triennio ricco di soddisfazioni. «Non trovo giusto parlare di quel che è accaduto a giugno e dei nostri rapporti personali. Adesso che la Roma e l'Udinese stanno vivendo momenti positivi, sarebbe inutile oltre che controproducente». Spalletti dopo una sola giornata di campionato ha già conquistato tutti. Per il d.g. friulano non è una sorpresa. «Non avevo dubbi sulle capacità del tecnico, conosco il suo valore e la sua preparazione e non mi meraviglia affatto. So che l'ambiente giallorosso ha già avuto modo di apprezzare i metodi di lavoro e la serietà di uno staff tecnico affiatato e di prim'ordine, che qui in Friuli conosciamo bene». Leonardi non vuole commentare il caso Cassano. «È impossibile farlo nel ruolo di osservatore esterno quale sono io. Cassano è un grande giocatore e alla fine è possibile che si raggiunga un accordo tra lui e la società». Tornando al campo, la sfida dell'Olimpico tra due compagini votate al gioco offensivo promette spettacolo. «Stiamo attraversando un ottimo momento di forma, la squadra è già in palla. Siamo attesi da una gara importante per dare un segnale al calcio italiano: vogliamo dimostrare che l'Udinese è una realtà solida del calcio italiano. Far risultato a Roma ci darebbe morale in vista dell'esordio nel tabellone principale di Champions League». Già, perché i bianconeri di Serse Cosmi tre giorni dopo la Roma affronteranno in casa il Panathinaikos di Malesani. «Nessun condizionamento, dobbiamo affrontare una partita alla volta. Ora pensiamo alla Roma, che per me sarà una grande sorpresa per tutti». Spiega meglio, Leonardi, non condividendo il giudizio di chi indica in Totti e compagni il possibile quarto incomodo, a distanza siderale dalle tre superpotenze del campionato Juventus, Inter e Milan. «La Roma è una grande squadra. Non è scritto da nessuna parte che non possa insidiare le tre favorite. I dirigenti hanno effettuato una campagna acquisti mirata e intelligente. Sono arrivati giocatori molto validi come Kuffour, Taddei, Nonda e Kharja a innervare un telaio di squadra già competitivo per la presenza di campioni del calibro di Totti, Chivu e Mancini, tanto per citarne alcuni. Non vedo questa grande differenza con le grandissime. Potrebbe essere la vera mina vagante del torneo». L'Udinese come modello da emulare. «Roma e Udine sono realtà abbastanza diverse. Noi abbiamo il vantaggio di lavorare in un ambiente che ci concede pazienza e ci segue nella crescita senza chiedere subito i risultati. È del tutto normale e legittimo che nella città più importante d'Italia ci sia una grande attesa, ma non parlerei di modelli da seguire. L'Udinese ha svolto un lavoro lungimirante che dura da molti anni. Ci vuole una giusta miscela tra investimenti e attenzione per i vivai, anche all'estero». Leonardi alla Roma: un'ipotesi, una previsione? «Sono contento e orgoglioso di star qui. Sul futuro non ho certezze, ma ancora devo crescere».

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