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di RINO TOMMASI C'È UNA sola analogia, la data, ma ci sono anche nove ore di fuso ...

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A Roma, nello stadio tennistico del Foro Italico, Vincenzo Cantatore, un peso massimo che non è mai riuscito a tradurre in realtà ed in risultati i suoi buoni propositi, affronta un brasiliano, Edson Cesar Antonio, che nessuno conosce ma che si raccomanda solo per i numeri del suo record (19 vittorie su altrettanti incontri). Quasi contemporaneamente sul ring più prestigioso, almeno in termini pugilistici, di Las Vegas, Bernard Hopkins difende per la ventunesima volta il titolo mondiale (senza etichette) dei pesi medi e la qualifica, meritata, di miglior pugile del momento di fronte ad un avversario, Jermain Taylor, che dopo aver conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney, ha vinto i 23 incontri disputati da professionista. Augurando a Cantatore ed alla moglie-manager le migliori fortune mi permetto di suggerirgli un po' di cautela quando afferma di voler essere per la boxe romana quello che è Francesco Totti per il calcio. In quanto ad Hopkins la vera sfida di Las Vegas è di carattere anagrafico perché il miglior pugile del mondo ha compiuto 40 anni lo scorso gennaio. Pur essendo campione da oltre 12 anni è diventato personaggio solo dopo aver messo k.o. Oscar De La Hoya nel settembre dell'anno scorso. Hopkins ha esordito al professionismo nel 1988 perdendo ai punti il primo incontro. Poi è stato costretto a fermarsi per alcune disavventure giudiziarie ed è tornato a combattere due anni dopo infilando una serie di vittorie interrotte soltanto, nel 1993, da una sconfitta ai punti inflittagli da Roy Jones, a quei tempi incontrastato dominatore dai medi ai medio-massimi. Il sogno di Hopkins è sempre stato quello di cancellare quella sconfitta ma Jones è praticamente uscito di scena dopo aver subito due pesanti sconfitte contro Antonio Tarver e Glencoffe Johnson. Ad Hopkins è allora rimasto solo il traguardo di allungare la serie delle difese del titolo dei medi. Jermain Taylor, 26 anni di Little Rock nell'Arkansas, era la grande speranza americana per le Olimpiadi di Sydney, dove però si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo. Da professionista ha sempre vinto, il suo avversario più importante è stato William Joppy, che è anche l'unico avversario in comune con Hopkins (entrambi lo hanno sconfitto ai punti). La riuniune di Las Vegas, che comprende altri due titoli mondiali (supermosca e suopergallo) sarà trasmessa in diretta da Sky alle 3 di notte ed in replica a mezzanotte di domenica su Sky sport 2.

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