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JUVE

La Juve si prepara così alla sfida che potrebbe decidere il campionato. Centro Sisport blindato, Capello a dare ordini, partitella comunque spiata. Come al solito. Alla Juve non cambia mai nulla: che giochi contro l'Atalanta o il Milan, l'atmosfera è sempre quella. Società seria e seriosa, squadra che si allinea senza poter fare altrimenti. Bisogna interpretare tutto e tutti. Ibrahimovic, per esempio, è furibondo: e domenica, in tribuna contro il Bologna, ha indossato una maglietta che mandava a quel paese il mondo intero. Del Piero? Idem. E il suo «vaffa» a Capello è stato appena sibilato, giusto in tempo però per poter essere ripreso dalle telecamere. Ma al campo di allenamento non succede nulla: se tensione c'è, viene mascherata. Perché la Juve è così e non si cambia. Moggi ha ordinato il «tutti zitti» e tutti zitti stanno. In testa, l'idea di scrollare il Milan dall'albero della fortuna: vincere, per dirla con Camoranesi, significherebbe portare a casa «più di metà scudetto». E, per quanto visto mercoledì sera contro il Psv, potrebbe non essere impresa impossibile. Perché sono due settimane che la Juve si allena con la mente e le gambe sgombre dalla Champions e, grazie a questo, ha ripreso a correre. Stai a vedere che il mezzo miracolo è lì a portata di mano. Per l'occasione, Capello festeggerà il ritorno di Emerson in mezzo al campo (farà coppia con Appiah), conta di recuperare Thuram (ieri, solo corsa: in partitella ha giocato Montero) e varerà la «vecchia coppia» Del Piero-Trezeguet: anche ieri, nella consueta partitella di fine allenamento, i due hanno giocato fianco a fianco. Grandi alternative, del resto, la Juve non ne ha: con Ibrahimovic squalificato, resta il solo Zalayeta, buono però per i finali di partita quando contano (anche) forza fisica e abilità nel gioco aereo. Del Piero e Trezeguet, allora, per la partita dell'anno. Quella che potrebbe decidere lo scudetto o rimandare il verdetto alla volata degli ultimi 270 minuti. I due, quest'anno, hanno giocato insieme solo di rado, per l'esattezza cinque volte: gli infortuni hanno fermato prima l'uno e poi l'altro, senza dimenticare che nella testa di Capello era Ibrahimovic l'unico attaccante considerato davvero indispensabile. Poi ci si è mezzo di mezzo il destino e adesso eccoli di nuovo qui. Insieme: per spingere la Juve alla conquista del ventottesimo scudetto. Tra i due, Del Piero non è al massimo dell'umore viste le tante panchine scaldate sia pure spesso nei minuti finali di gara: Trezeguet non è invece al top della condizione, considerati i tanti stop patiti quest'anno. Basta un dato, per dare l'idea delle difficoltà che ha affrontato: il suo ultimo gol in campionato risale al 23 gennaio in occasione della vittoria per 2-0 sul Brescia. E la sua ultima segnatura in assoluto alla serata più bella della stagione juventina, ovvero al 9 marzo quando al Delle Alpi cadde il Real Madrid. Domenica, di fonte a una platea potenziale di un miliardo e mezzo di telespettatori, ci riproveranno in coppia: come ai vecchi tempi. Loro due e Nedved: il trio che tanto ha vinto e che tanto vorrebbe vincere ancora.

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