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Grande entusiasmo a Trigoria: in quattrocento hanno chiesto ai giocatori la vittoria scudetto

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Festa Roma, i tifosi ci credono

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Ieri pomeriggio la Roma si è allenata accompagnata dell'entusiasmo di circa quattrocento tifosi, ma Capello ha dovuto fare la conta degli assenti. Su tutti quella di Cristian Chivu che, per problemi con i voli, è rientrato a Roma solo in serata. Il difensore romeno solo questa mattina si sottoporrà ad un controllo ecografico, ma i medici che hanno parlato con lui sia dopo l'infortunio sia ieri sono tutt'altro che ottimisti. Si teme che l'infortunio alla coscia destra possa essere più grave di quanto fosse apparso allo stesso Chivu nelle prime ore successive all'incidente. Dopo aver sentito il giocatore anche ieri, più volte, nello staff medico non escludono possa trattarsi di una distrazione. Se così fosse il rumeno sarebbe fuori non solo per la gara con il Milan, ma sarebbe a rischio anche per le ultime due gare di campionato. Per la diagnosi definitiva però si dovrà attendere la tarda mattinata di oggi. Un incidente che alla vigilia della gara con il Milan Capello avrebbe voluto evitare. Ieri il tecnico ha diretto la seduta di allenamento praticamente senza difensori. Dellas e Samuel, rientrati dagli impegni con le rispettive nazionali, si sono allenati in palestra e si sono sottoposti a sedute defatiganti. Panucci (tornato dall'impegno con gli azzurri di Trapattoni), ha solamente corso sul campo. Stesso allenamento per il nazionale brasiliano Mancini. Con lui ha fatto una sgambatura anche il convalescente Zebina che è anche tornato a lavorare con il pallone e sembra aver reagito bene al carico di lavoro. Non è escluso che possa far parte dei disponibili di Capello per domenica. Il tecnico, proprio in vista del forfait di Chivu potrebbe chiedere a Zebina di accelerare i tempi. Dalla presenza del difensore potrebbero dipendere le scelte di Capello per il modulo. Ieri il tecnico ha provato in centrocampo a tre con De Rossi, Emerson e Dacourt. E non è da escludere che possa essere una soluzione delle più probabili per Milano. Solo oggi potrà studiare meglio il modulo potendo contare su tutti i disponibili. Ieri le ha fatte sotto lo sguardo attento di circa quattrocento tifosi. «È ultima chance ce la siamo trovata ed è bello giocarsela a San Siro. I tifosi? hanno già risposto adesso manca la risposta della squadra: noi ce la vogliamo giocare tutta». Franco Baldini, direttore sportivo della Roma, si fa interprete dello spirito di tutti, giocatori e società. Era dai tempi dell'anno dell'ultimo scudetto che non si respirava tanto entusiasmo a Trigoria. La seduta pomeridiana ha favorito l'iniziativa dei sostenitori giallorossi di riunirsi sul piazzale antistante il centro sportivo Fulvio Bernardini e incitare la squadra in vista della sfida con il Milan di domenica. Con una distanza di sei punti dalla capolista la Roma, in caso di vittoria, potrebbe rimettere tutto in discussione per la corsa al titolo a due giornate dalla fine. I tifosi ci credono, ma soprattutto hanno chiesto alla squadra di mettercela tutta per cercare di ribaltare la tradizione che vede i giallorossi incapaci di vincere a S.Siro da diciotto anni. Cori e dimostrazione d'affetto a tutti i giocatori che mano a mano sfilavano davanti ai cancelli, prima per entrare al centro sportivo, poi per uscire. I quattrocento entusiasti si sono però dovuti accontentare di seguire l'allenamento arrampicati sul muro di cinta e sulla collina che si affaccia sui campi di Trigoria, assistendo ai numeri di Cassano e Totti. Capello ha preferito non aprire i cancelli, in questi casi non vuole sentire ragioni: la concentrazione è la prima cosa. Ha urlato chiaramente (e con parole che hanno lasciato poco all'interpretazione), ad un dirigente che si è recato sul campo per andare a chiedergli se fosse possibile aprire i cancelli ai sostenitori. Nulla da fare, ma la voce e il calore dei tifosi sono giunti comunque oltre il muro di cinta abbracciando la squadra. Rinviata all'inizio della prossima settimana l'operazione al ginocchio destro

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