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Per conservare il primato del girone ai bianconeri basta un punto con l'Olympiakos

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Ci sono riusciti in parte. La Juve di scorta schierata da Lippi a Dortmund (campo neutro dopo gli attentati di Istanbul), in una cornice interamente colorata di giallorosso dalle migliaia di turchi emigrati in Germania, pur essendo già qualificata agli ottavi di Champions League ha fatto un ottimo primo tempo prima di cedere il proscenio al rivoluzionato (fuori molti titolari) e troppo più motivato Galatasaray di Terim, che aveva vitale bisogno di vincere per sperare di passare il turno. Nel primo tempo almeno quattro nette occasioni per i bianconeri: due volte con Di Vaio che, servito sempre da Miccoli, tira su Mondragon (11' e 24') e due volte con Miccoli (punizione da 25 metri stampata sul palo al 29' e tiro dal limite al 42', con Mondragon pronto anche sul tentativo di ribattuta di Di Vaio). Ma il Galatasaray, fino a quel punto insidioso solo con i tiri da lontano di Berkan, cambia marcia nella ripresa, e già al 3' va in gol: Hasan Sas (entrato a fine primo tempo) tocca per Hakan Unsal, che da sinistra crossa per la testa di Hakan Sukur. Il fenomenale avvitamento dell'ex interista beffa Iuliano e Chimenti e fissa l'1-0. La partita si incarognisce, e il Galatasaray naturalmente ci sguazza. Gli uomini di Terim si esaltano e non concedono più nulla, reclamano un mezzo rigore (Tudor su Ergun), si mangiano il raddoppio con Berkan al 35' (solissimo davanti a Chimenti, tira fuori), organizzano troppe sceneggiate per far scorrere il tempo, agguantano finalmente il raddoppio in pieno recupero ancora con Hakan Sukur lanciato in contropiede e portano a casa la vittoria. Ora dovranno vincere a San Sebastian con la Real Sociedad per andare avanti. Impresa ardua, se ci riescono gloria a loro.

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