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IL BRASILIANO POTREBBE ANDARE VIA A GENNAIO

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L'opaco finale di stagione, la maglia titolare ormai persa, poi l'acquisto di Kakà. Ormai il brasiliano, 31 anni, è diventato un comprimario, con una forma fisica sempre più incerta e dalle motivazioni - qualcuno dice - che sempre più stentano ad arrivare. Eppure, in Brasile è ancora considerato un campione. Artefice del successo mondiale nippo-coreano, è stato confermato punto di riferimento della Seleçao in vista di Germania 2006. Dal ritiro di Teresopolis, in attesa delle sfide con Colombia ed Ecuador, il brasiliano «entra duro» sul tecnico rossonero Carlo Ancelotti: «La fiducia del proprio allenatore è molto importante all'interno di una squadra. Specie in presenza di grandi giocatori in rosa. Purtroppo nel Milan questa cosa non accade». Dure e incisive le dichiarazioni dell'ex fantasista di Deportivo La Coruna e Barcellona rilasciate al quotidiano «Estadao» di San Paolo. Il curriculum di Rivaldo al Milan, però, sembra dare ragione ad Ancelotti: 22 presenze in campionato e 5 reti e 13 apparizioni (con 2 reti) in Champions League. Soprattutto, pochi gol decisivi. Ora con l'esplosione di Kakà, lo scenario si fa sempre più grigio e gli spazi diventano ancor più ridotti. Il giovane fantasista, da poche settimane a Milanello spiega: «Al Milan c'è concorrenza in ogni reparto: la storia di Rivaldo è di tutto rispetto e sta cercando il mio spazio in squadra». Il punto però, secondo l'esperto attaccante, non è il giovane compagno, nonché connazionale, ma la presenza dei fantasisti europei Manuel Rui Costa e Clarence Seedorf: «Sono loro due a detenere la posizione che io e Kakà ci disputiamo». Un altro strappo, dunque, da ricucire. E non è casuale che queste ammissioni arrivino dal ritiro della nazionale, forse l'unico luogo dove Rivaldo è ancora compreso. L'ipotesi che lasci il Milan a gennaio sta rapidamente diventando una convinzione di tutti, ma Rivaldo, uno di quelli che guadagna i soldi veri, è prigioniero di un contratto fuori portata per l'ambizioso Celtic o per i più modesti (economicamente) club brasiliani. Nel giugno 2005 andrà in scadenza di contratto e, attualmente, percepisce 4,7 milioni di euro netti a stagione più altri 2 milioni derivanti i diritti d'immagine. E, appunto, il capitolo emolumenti ha consentito solo a qualche squadra degli Emirati Arabi di presentare offerte all'altezza. Ma Rivaldo stava bene e forse sentiva ancora la fiducia di Ancelotti. Ora qualcosa potrebbe cambiare, dal Qatar (dove si sono recentemente trasferiti Batistuta, Hierro e Guardiola) pare già ci sia un'offerta pronta.

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