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di TIZIANO CARMELLINI ÈPRESTO per fare bilanci e il Torino, che oggi arriva all'Olimpico, ...

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Capello per affrontare il Torino avrà una squadra dimezzata, con tante assenze tra squalifiche e infortuni. Ma il tecnico giallorosso pensa più al futuro che al presente. Vuole fare una Roma competitiva per la prossima stagione e giocarsi tutto quello che resta nella finale di Coppa Italia. Ma il futuro dipende, ovviamente, da come andrà il mercato e Capello non ne fa un mistero. L'incontro con Sensi non c'è ancora stato, ma Capello è fiducioso. «Abbiamo un pubblico da rispettare, in base a quello che riusciremo a fare sul mercato stabiliremo le nostre ambizioni». È quindi tutto rimandato all'incontro con Sensi, nel quale tecnico e società stileranno le strategie del prossimo mercato giallorosso. «Presto ci ritroveremo — dice tranquillo il tecnico — tanto abbiamo tempo fino al 2 giugno (giorno dell'addio al calcio di Aldair). Spero che il programma che stileremo sia poi realizzato perché è fondamentale. I nostri obiettivi sono importanti e una volta completato il progetto stabiliremo le nostre ambizioni. In questi anni abbiamo fatto buone cose e vorremmo continuare a farne». Il primo obiettivo sarà quello di acquistare un difensore, visto che la Roma quest'anno ha incassato 43 gol: peggio di così solo con Bianchi e Zeman. «I numeri parlano chiaro per quel che riguarda la difesa. Basta guardarli per capire cosa non ha funzionato. Poi che tutto dipenda dall'equilibrio fra tutti i reparti è certo». Per l'attacco, poi il discorso arriva su Montella, uno che il prossimo anno potrebbe avere un'altra chance in giallorosso. «Una squadra che punta in alto deve avere tanti giocatori — dice il tecnico giallorosso — Montella è un giocatore di grande qualità e lo sta dimostrando. Ma ho anche idee precise di quello che ci serve ancora». Il mercato della Capitale funziona in un modo tutto suo. Impensabile uno scambio tra Roma e Lazio, anche se Capello la vede diversamente. Lui non avrebbe problemi. «Milan e Inter lo fanno, magari meno Torino e Juventus. Dipende dai presidenti e dai giocatori che ci sono, ma non dai tecnici. Io non mi opporrei. L'obiettivo di una società è fare forte una squadra e quando questo avviene il tecnico è l'uomo più felice». Sulla stagione non andata esattamente come sperato alla vigilio, Capello gira largo. «Il periodo più difficile è stato quando ci siamo accorti che chi ci precedeva era ormai troppo lontano e quando siamo usciti dalla Champions League». Poi si torna al Torino, appuntamento che Capello, almeno in apparenza, sembra non voler sottovalutare. Ritrova Candela e Delvecchio, anche se non sembra intenzionato far giocare l'attaccante: almeno non dal primo minuto. «Sta meglio — spiega Capello — ma andrà in panchina. Recuperato è invece Candela. Per la formazione ho delle idee, vedremo. Dobbiamo continuare a fare buoni risultati. Il Torino giocherà alla grande perché ormai non ha niente da perdere e perché gioca contro una squadra di nome».

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