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Zerocalcare fa spallucce. Animatori sottopagati per la sua serie? "Non ne sapevo niente"

Valerio Castro 
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Fa spallucce Zerocalcare, fumettista e idolo suo malgrado della sinistra più engagé. "Potevo essere un alleato", dice replicando alle accuse emerse negli ultimi giorni sulle condizioni di lavoro degli animatori impegnati nella realizzazione di 'Due spicci'. L'autore romano, finito al centro delle polemiche per il suo ruolo creativo all'interno della produzione, ha affidato a una lunga serie di storie su Instagram la propria risposta, respingendo le responsabilità che gli vengono attribuite ma riconoscendo la necessità di affrontare le criticità che attraversano il settore dell'animazione. "Mi pare abbastanza evidente che io sono l'autore della serie", afferma Rech, spiegando di occuparsi della parte creativa e specificando che "non sono io che assumo, decido o pago chi lavora alla produzione", aggiunge, precisando di non avere accesso alle informazioni relative a budget e contratti e di non partecipare alle discussioni interne che riguardano gli animatori. Nel suo classico intercalare romano che lo ha sempre contraddistinto, Zerocalcare racconta di non aver mai ricevuto segnalazioni dirette da parte dei lavoratori coinvolti nel progetto. "Le due o tre volte che ho incontrato qualcuno allo studio nessuno ha mai esposto una lamentela o detto che stava lavorando in una situazione critica", spiega.

 

Anzi, l'autore si dice sorpreso dal fatto che nessuno abbia pensato di coinvolgerlo. "Se è vera tutta la situazione descritta nelle stories, mi dispiace che non abbiano pensato che io potevo essere un alleato", afferma. Secondo Rech, se fosse stato informato dei problemi denunciati, avrebbe potuto sollevare lui stesso la questione. "Solo che io non sono telepatico: se nessuno mi dice che c'è un problema, come faccio a saperlo?". Tuttavia l'autore ricorda di essersi già messo a disposizione in passato per sostenere vertenze legate al settore dell'animazione, circostanza che dimostra che il tema è noto. Naturalmente la butta in politica. Respinge le accuse che gli sono state rivolte attraverso post anonimi sui social, lamentando una discussione che, a suo dire, è stata poi strumentalizzata. Ma ammette di essere parte della stessa filiera produttiva: "Penso - conclude - che sia giusto che pure noi ci mettiamo a disposizione".

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