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La destra prova a prendersi il Lazio

Nove comuni della regione impegnati nel secondo turno. Da Cassino a Tivoli, Salvini e gli alleati possono fare en plein. Grandi assenti i grillini

La destra prova a prendersi il Lazio

Quella di oggi, con 300 mila elettori chiamati alle urne dalle ore 7 alle 23, è l’attesa prova del 9 della politica laziale. E non soltanto perché sono, appunto, 9 i Comuni costretti al ballottaggio per la scelta dei loro sindaci che non hanno raggiunto il quorum al primo turno. Nei 9 testa a testa, infatti, è ritornato il vecchio bipolarismo centrodestra contro centrosinistra tra la polvere di stelle che ha fatto scomparire tutti i candidati grillini. A partire dai Comuni reduci dalle amministrazioni pentastellate come Civitavecchia e Nettuno. Mentre a Palestrina il Movimento 5 Stelle ha proprio rinunciato alla presentazione della sua lista. 
L’unica eccezione allo schema classico del bipolarismo da seconda Repubblica è a Tivoli, il Comune più grande chiamato alle urne con i suoi 52.910 residenti. Qui, infatti, in corsa per lo scatto sulla fascia tricolore c’è il sindaco uscente Giuseppe Proietti, sostenuto da 12 liste civiche (45,27%) contro il leghista Vincenzo Tropiano (con Fiamma Tricolore più 4 civiche: 25,33%). Il candidato del centrosinistra, Giovanni Mantovani, è arrivato terzo (22,24%): nel 2014 fu uno degli artefici della vittoria del sindaco uscente, che poi lo nominò alla presidenza dell’impianto termale «Acque Albule». Ma nessun endorsement è arrivato a sostegno di Proietti né dal Pd dell’ex sindaco Marco Vincenzi, ora capogruppo in Consiglio regionale, né dal resto della coalizione, che farà da ago della bilancia insieme al 6,5% raccolto dal Movimento 5 Stelle. Tropiano fino all’ultimo ha fatto appello a tutto il centrodestra, che a Tivoli ha visto mancare stavolta i simboli di FI e FdI.
Loghi a un passo dal successo, invece, a Civitavecchia. Dove all’avvocato Ernesto Tedesco è mancato un solo punto percentuale al primo turno (49,01%) per riportare il centrodestra al governo della città. A sfidarlo c’è il medico Carlo Tarantino (22,01%), che ha incassato l’apparentamento del 4° classificato (il civico Vittorio Petrelli, 7,62%) ed il sostegno del 5° (Germano Di Francesco, La Sinistra, 1,44%). Più equilibrata la sfida di Ciampino, con due sindacalisti in pista, in attesa del via libera al «decollo» verso lo scranno più alto del Comune: Giorgio Balzoni (Pd più 4 liste civiche) riparte dal 35,36% e Daniela Ballico (FdI - Lega - FI più 2 civiche) dal 33,12%. A Nettuno la scelta è tra l’ingegnere Alessandro Coppola (FdI, FI, Lega, Udc e una civica) che ha toccato quota 41,07% contro il dermatologo Waldemaro Marchiafava (3 civiche di centrosinistra) fermatosi al 24,83%. Gli elettori di Monterotondo, invece, parteciperanno al primo ballottaggio della loro storia, contrassegnata da continue vittorie al primo turno del centrosinistra. Stavolta non è bastato il 44,52% all’assessore uscente alla Cultura, Riccardo Varone, sfidato da un ex consigliere del Pd, Simone Di Ventura (37,10%), ora a capo di una coalizione civica sostenuta dal centrodestra. Mentre a Palestrina la lotta è tra Manuel Magliocchetti (Pd, Psi e 4 liste civiche: 41,04%) e Mario Moretti (Lega, Forza Italia e una civica: 29,92%). A Cassino ci sono appena 48 voti di differenza tra il centrodestra dell’ex presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese (28,64%) contro il centrosinistra di Enzo Salera (28,41%, ma s’è apparentato col 4° arrivato: 9,82%). Derby di centrodestra tra ex sindaci a Tarquinia: il leghista Alessandro Giulivi (33,72%) contro Gianni Moscherini, l’ex primo cittadino di Civitavecchia appoggiato da Fratelli d’Italia più 3 liste civiche (24,30%). Mentre a Civita Castellana il commercialista 63enne Franco Caprioli (Lega-FI: 45,38%) è contro l’assessore uscente ai Servizi sociali, il medico 61enne Antonio Remo Zezza (Pd più una lista civica: 20,59%).

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