Un semplice test del sangue in grado di dosare i meccanismi dei regolatori di crescita per diagnosticare i grandi tumori - come quello al polmone, alla prostata e al seno - fino a due anni prima che la malattia sia visibile ad esempio ad una tac e in un fase in cui tutti gli altri test diagnostici sono negativi: l'obiettivo è renderlo disponibile entro 2-3 anni, con il fine di diminuire drasticamente la mortalità adottando strategie terapeutiche mirate. L'avanzamento della sperimentazione, sostenuta dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), è stata illustrata da Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell'Istituto nazionale tumori di Milano in occasione della Giornata nazionale per la ricerca sul cancro. Primo obiettivo è offrire un unico test del sangue che dia un profilo di rischio per tutti i grandi tumori.
La ricerca
Il rischio di contrarre i tumori più aggressivi in un esame del sangue
