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L'esercizio fisico? E' una medicina

Iimportante è la mancanza di interruzioe per i primi 30 minuti almeno

“Dottore vado tutte la mattine a fare la spesa a piedi e faccio le scale, evitando l’ascensore, può andare bene?”. A domanda risponde il Professor Paolo Montera, dell’Università di Tor Vergata, Endocrinologo e Medico dello Sport del Servizio di Endocrinologia, Nutrizione e Metabolismo della casa di cura Villa Valeria di Roma.     SPORT COME MEDICINA - "L’esercizio fisico svolto con regolarità costituisce invece una indicazione preziosa che deve essere tradotta e trasferita al paziente in maniera corretta” spiega Montera sottolineando che “innanzitutto esiste una differenza sostanziale tra attività ed esercizio fisico ove quest’ultimo è caratterizzato da un impegno muscolare strutturato e ripetitivo. Dire ‘deve fare attività fisica’ o “si muova di più” è una raccomandazione generica ed anche una occasione sprecata. Oggi chi si occupa del settore del trattamento miodinamico delle malattie metaboliche, deve essere in grado innanzitutto di motivare il soggetto e poi di saper ‘prescrivere’ l’esercizio fisico dando al paziente tutti gli strumenti per mettere in atto il proposito, nel modo a lui più congeniale e stimolante. Dobbiamo quindi consegnargli una prescrizione in cui siano indicati la durata, l’intensità il tipo di esercizio e l’obiettivo che si vuole raggiungere, che nel caso dei soggetti diabetici di tipo II sarà sia ponderale che metabolico, agendo sia sul peso corporeo (circa l’80% dei soggetti è in sovrappeso/obeso) che sui valori emato-chimici, non solo glicemici, alterati".     30 MINUTI - Questo perché durante l’esercizio, in particolare quello aerobico di bassa-media intensità, aumenta, da parte dei muscoli, il consumo sia di glucosio che di acidi grassi, utilizzati come carburante. Quindi? "L’esercizio prescritto per essere efficace deve essere condizionante, cioè indurre degli adattamenti che migliorino lo stato di “forma” del soggetto e quindi dovrà avere delle caratteristiche precise: la prima di queste caratteristiche, ad esempio, è la continuità, cioè la mancanza di interruzione per almeno i primi 30 minuti. La attività riconosciuta più efficace ai fini terapeutici è di tipo misto, prevalentemente aerobica (cioè di resistenza o endurance) ma in parte anaerobica (cioè di potenza o resistance). L’attività aerobica (come la camminata a passo veloce, la corsetta, la bici) serve a consumare calorie soprattutto di provenienza dai grassi e quindi favorisce il calo ponderale, fa bene al cuore e migliora il trasporto di ossigeno ai muscoli. Mentre gli esercizi e gli sport di potenza o di velocità, dal sollevamento pesi, al pedalare in salita o correre velocemente etc. utilizzano prevalentemente glucosio e sono utili per aumentare il volume e il tono dei muscoli, anche a riposo, innalzando così il dispendio energetico basale. Entrambe le tipologie di esercizio comunque aumentano l’efficacia dell’insulina, la cui perdita (insulino-resistenza) costituisce la causa sia della adiposità in sede viscerale, del diabete di tipo II, e di tutte quelle alterazioni che troviamo nella Sindrome Metabolica (Colesterolemia, Trigliceridemia, Uricemia, Pressione Arteriosa, Omocisteinemia). Maggiore è il volume di esercizio (ossia la sua intensità per la sua durata) migliori saranno i risultati in termini di riduzione del peso e della glicemia, e di miglioramento dell’insulino-resistenza. Proprio questi ultimi effetti hanno reso l’attività fisica uno strumento formidabile non solo nella cura ma anche nella prevenzione del diabete mellito di tipo II e per questo dovrebbe essere regolarmente svolto anche dai familiari dei soggetti diabetici", conclude il professore.

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