Alimentazione: spopola il cibo di strada. Sano e veloce
Una risposta al cibo standardizzato di alta qualità
Il panino? È out. Ormai c'è il mobile eating, un mangiare di qualità in movimento. Si tratta di una tendenza internazionale individuata da Bibite Sanpellegrino attraverso un'analisi condotta su circa 120 testate lifestyle internazionali e 200 siti dedicati ai nuovi trend e al divertimento “fuori casa”, interpellando anche circa 50 influencer ed esperti di tendenze sull'alimentazione, per capire come si stanno trasformando i luoghi e le modalità di consumo del cibo nella società contemporanea. METRO EATER - A farla da padrone in questo panorama culinario sono i “metro eater”, dinamici ricercatori dello street food gourmet, individuato nella nuova categoria del “metro food”, che prediligono le ricette legate alla tradizione italiana, da consumare nei momenti di socializzazione o tra un impegno e l'altro, con una spiccata attenzione all'origine delle materie prime e all'aspetto salutistico. Oggi perfino le più importanti testate internazionali, come le statunitensi CNN e Forbes, creano guide su dove trovare street food di qualità, segno di un rapporto col cibo che si sta evolvendo. AMBULANTI - Per le strade di Roma si intrecciano sostenitori delle tradizioni autoctone e quelli che propongono specialità “importate”. Come Mozao, l'apecar nata dall'incontro di una ferrarese ed un romano, una web designer e un grafico pubblicitario costretti a reinventarsi una professione dato che “essere creativi in Italia non paga”. Sulla loro cucina ambulante preparano solo gnocco fritto e tigelle che, ci tengono a specificare, non sono pizzette, né panini, né piadine, ma semplicemente e autenticamente “tigelle”, tipico prodotto degli Appennini modenesi. Dallo “street food”, al “social food”, la tigella è una tipicità regionale che ha la prerogativa di unire famiglie e comitive di amici, con un vero e proprio effetto socializzante. Anche Ape Diogene nasce come “piano B” di un ex professore di filosofia che ha deciso di portare on the road capitolina, cibo, parola e pensiero. I suoi panini sono infatti ispirati ai grandi filosofi e l'obiettivo è proprio quello di riaffermare la vecchia analogia tra cibo e pensiero. Due vere e proprie icone dell'orgoglio romano sono invece Ape Sfizio Capitale, capace di offrire ogni tipo di sfizio culinario romanesco, e Ape Magna, che si rifornisce di “ciriola”, l'antico pane romano, da un vecchio forno nello storico quartiere di Roma, San Lorenzo. Per i più golosi e per chi ha voglia di sperimentare, invece, Verde Pistacchio è l'ape car che prepara il gelato “come non l'avete mai visto”. Dal gusto Persiano – creato con infuso di cardamomo, legno di rosa e granella di pistacchio persiano – al Greco dove la granella accompagna lo yogurt e il miele di millefiori, una rivoluzione nel mondo del gelato. METRO FOOD - Ma perché il mobile eating riscuote sempre più successo? Secondo 8 esperti su 10 la ragione principale risiede nel fatto che oggi le persone danno prioritaria importanza alla qualità rispetto alla quantità (81%), e ricercano con maggiore frequenza le ricette tradizionali anche reinterpretate in chiave moderna o da chef rinomati (72%), realizzate con ingredienti di qualità (59%), tutte caratteristiche offerte dalle sempre più numerose api adibite a food-truck che puntano proprio su questa tipologia di cibo, il metro food. STATUS SYMBOL - Secondo l'antropologa dell'alimentazione Lucia Galass i luoghi di ritrovo per condividere il momento del pasto sono in costante evoluzione: “La storia alimentare torna a vivere in strada, anche se è più giusto dire che non l'ha mai abbandonata. Prima si mangiava per strada perché le case erano piccole, spesso invivibili, dei rifugi e non le dimore con tutti i comfort che abbiamo oggi. La strada era luogo di lavoro, di relazione, avveniva tutto lì. Oggi mangiare fuori è divenuto non solo uno status symbol ma anche il vettore attraverso il quale comunichiamo agli altri i nostri valori alimentari, non a caso esiste un'insegna per ogni nostra passione culinaria”. API - Icona di questo fenomeno sono le api itineranti (85%), di cui gli italiani vanno in cerca per acquistare cibo gourmet da gustare tra un impegno e l'altro. Ma chi sono questi metro eater? Secondo gli esperti interpellati si tratta di individui dinamici che non amano la sedentarietà (74%), molto attenti agli aspetti salutari legati all'alimentazione (68%) e all'origine delle materie prime (67%), oltremodo attivi sui social network (64%) dove amano condividere le foto (58%) del loro metro food preferito. CIBO DI STRADA - “Dal fast food di strada, rapido e poco salutare, si è passati ad una nuova forma di street food, spesso di alta qualità – conclude l'antropologa Lucia Galasso – Si tratta di una risposta al cibo standardizzato, che rischia di far perdere il senso del cibo di strada. Mangiare per le vie permette di viaggiare nel territorio ma anche di mantenere inalterato il piacere di riscoprire le ricette tramandate tra le generazioni o attraverso il racconto degli anziani. I cuochi di strada rappresentano il versante orale della cucina popolare: un piacere che coinvolge tutti i sensi e che conquista attraverso il racconto e la gestualità”.
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