Lo shock anafilattico terrorizza, eppure una persona allergica su 5 non porta con sé l’autoiniettante e solamente 4 su 5 usano in modo opportuno l’adrenalina. Attualmente i casi da anafilassi da strada, ossia quelli esterni all’ambiente ospedaliero, si aggirano attorno allo 0,05/0,1% della popolazione italiana. DATI - “Numeri per fortuna bassi - spiega il Prof. Massimo Triggiani, docente di Allergologia e Immunologia clinica all’Università degli Studi di Salerno - ma comunque abbastanza significativi. In aumento, purtroppo, i casi di shock anafilattico in persone che si trovano in ospedale, perché c’è una somministrazione dei farmaci, che è attualmente la causa principale di allergia. Nei ricoveri ospedalieri la percentuale di reazioni gravi, incluso l’angioedema, raggiunge lo 0,8/1%. I trend sono in aumento, negli ultimi dieci anni questi casi si sono triplicati, ma fortunatamente la mortalità è diminuitagrazie al corretto uso dell’adrenalina”. CONGRESSO - Se n’è discusso a Bologna a conclusione del 28° Congresso Nazionale della SIAAIC, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica. A presiederlo il Prof. Giorgio W. Canonica, Presidente SIAAIC e Direttore Clinica Malattie Respiratorie e Allergologia dell'Università di Genova. Un’occasione importante che ha unito tutti gli specialisti italiani e i più influenti esperti a livello internazionale per discutere degli argomenti più attuali riguardanti l’area delle patologie allergologiche e del sistema immunitario. Tra i temi che sono stati trattati, largo spazio alle allergie alimentari, alla rinite allergica, all’asma bronchiale, alle allergie professionali, a quelle influenzate dalle condizioni climatiche e a quelle al nichel. INFORMAZIONE – “Dalle nostre ultime ricerche esiste una capacità di utilizzo del dispositivo per l’autoiniezione di adrenalina assai bassa - chiosa la Prof.ssa Erminia Ridolo, docente di Allergologia e Immunologia Clinica presso l’Università di Parma e membro SIAAIC - Circa il 20% dei pazienti non porta regolarmente con sé il dispositivo, mentre solo il 40% lo sa usare correttamente. Inoltre solo 3 persone su 4 spiegano ad un familiare come utilizzare il farmaco in caso di bisogno”. DISINFORMAZIONE - “C’è ancora poca informazione – prosegue il Prof. Triggiani - e molta disinformazione. Ciò che conta è spiegare meglio tutte le forme leggere ed iniziali di reazione allergica, per esempio agli alimenti e ai farmaci, che possono essere un preludio ad una reazione più grave quando ci si imbatte nuovamente nello stesso alimento o farmaco. E’importante, quindi, riconoscere e capire l’angioedema, i dolori addominali, le alterazioni intestinali, l’orticaria, e fare una valutazione allergologica per capire se si tratta di persone a rischio. I più colpiti sono gli over 40 perché fanno un maggiore uso di farmaci, ma nessuna fascia d’età è esclusa, soprattutto a causa delle punture di insetti”. ADRENALINA – “L'istruzione del paziente all'utilizzo dell'autoiniettore dell'adrenalina – spiega la Prof.ssa Chiara Gasperini, Dirigente Medico Anestesia e Rianimazione Azienda USL 3 di Pistoia - ha un ruolo prioritario e dovrebbe essere effettuata con programmi mirati ed efficaci Tale formazione dovrebbe essere effettuata utilizzando la simulazione, metodica efficace più di una lezione frontale per far acquisire al paziente confidenza con la situazione critica potenziale in un contesto riproducibile, per insegnare non solo il "saper fare" ma soprattutto il "saper essere".
Shock anafilattico: in aumento le allergie in ospedale
Meno morti grazie all’adrenalina, ma la usano bene solo 4 su 10
